Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Monselice

Maltrattamenti e stalking: due uomini violenti non potranno più avvicinare compagne e figli

Il tribunale ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento nei confronti di un 34enne moldavo e un 50enne italiano: a eseguirla i carabinieri della compagnia di Abano

Le capillari indagini condotte dai carabinieri hanno raccolto prove inoppugnabili circa la pericolosità dei due uomini rispetto alle donne con cui avevano una relazione. In entrambi i casi sono coinvolti anche dei minori. Le risultanze investigative hanno convinto il Gip a emettere due provvedimenti restrittivi, eseguiti dalla compagnia dei carabinieri di Abano Terme del colonnello Marco Turrini.

Picchiata e umiliata davanti ai bambini

Un ordine di allontanamento dalla casa familiare e il divieto di incontrare la moglie e i due figli piccoli per maltrattamenti in famiglia ha colpito un 34enne moldavo che vive nella Bassa Padovana. A far scattare le indagini era stata la compagna che a fine dicembre lo ha denunciato ai carabinieri di Monselice. Tutte le angherie a cui la donna ha raccontato di essere sottoposta da mesi hanno trovato una tragica conferma. Geloso e violento, lo straniero era presto passato da insulti, umiliazioni e vessazioni psicologiche alle vie di fatto, arrivando in più occasioni a minacciare e picchiare la compagna anche davanti ai figlioletti. La vittima, ormai succube, ha anche raccontato come in un'occasione il marito le avesse strappato il cellulare lanciandolo dalla finestra e distruggendolo. Esasperata lei era andata a rifugiarsi a casa dei genitori e lui per tutta risposta aveva cominciato a vietarle di vedere i bambini se non raramente e solo in presenza dei nonni paterni. Negli scorsi giorni i militari hanno notificato all'uomo il provvedimento del giudice, imponendogli di lasciare la casa di famiglia e vietandogli di avvicinare moglie e figli.

Persecutore pericoloso

Lo stesso divieto ma per motivi di stalking ha colpito anche un 50enne italiano denunciato dalla ex convivente ai carabinieri di Albignasego. Poco meno di un anno fa, dopo una relazione lunga un decennio da cui è nato un figlio ad oggi minorenne, la donna lo aveva lasciato avviando la separazione e trovando un'altra abitazione. Una scelta mai accettata dall'uomo, che ha messo in atto una vera a propria persecuzione. Appostamenti sotto casa e nei luoghi frequentati dalla ex, centinaia di telefonate e messaggi, pedinamenti: la donna se lo trovava davanti ovunque andasse ed è stata obbligata a cambiare le proprie abitudini. Anche in questo caso lui pretendeva di controllare lo smartphone della vittima e la screditava senza mezze misure in presenza del bambino, che ha confermato tutte le accuse. La sua ossessività è stata giudicata altamente pericolosa, tanto da portare il Gip e emettere nei suoi confronti il provvedimento restrittivo.

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