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In foto, da sinistra: Riccardo Betto, Giorgia Ferlazzo, Irene Zorzan, Elena Carbognin, Graziano Martello e Marco Pellegrini

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Staminali, ecco come respirano: studio del team di ricerca dell'università di Padova

Si tratta del primo meccanismo che lega l’attività trascrizionale e l’attività respiratoria in cellule staminali pluripotenti. La scoperta potrebbe avere interessanti applicazioni anche in campo terapeutico

Un team di ricerca dell'università di Padova dimostra per la prima volta in vitro il ruolo giocato dal fattore di trascrizione Stat3 nella respirazione delle cellule staminali embrionali. I ricercatori, coordinati dal professor Graziano Martello del dipartimento di Medicina molecolare spiegano come il particolare meccanismo metabolico legato alla respirazione delle cellule staminali embrionali (Es).

IL FUNZIONAMENTO. Il fattore di trascrizione Stat3, appartenente alla famiglia di proteine Stat sarebbe in grado di controllare l’attività dei mitocondri, ossia dei “polmoni” delle cellule Es. Il team diretto da Martello ha utilizzato cellule staminali pluripotenti embrionali di topo, per osservare in vitro il loro funzionamento a livello di metabolismo cellulare. Le cellule staminali pluripotenti sono un elemento fondamentale per gli studi di medicina rigenerativa perché hanno la capacità di generare qualsiasi tipo di altra cellula (ma non un organismo). In vitro possono proliferare illimitatamente, mantenendo inalterata tutta la loro capacità proliferativa.

EMBO JOURNAL. Lo studio è stato pubblicato su Embo journal. "Si conoscono bene i segnali cellulari, ovvero i fattori di trascrizione, che mantengono le cellule pluripotenti, ma si sa ancora poco dell’aspetto metabolico - spiega Graziano Martello - Per questo abbiamo deciso di studiare il fattore Stat3, che oltre alla sua funzione standard che regola la trascrizione del nucleo sembrava in grado di fare anche qualcos’altro".

CAMPO TERAPEUTICO. Quello descritto da Graziano Martello e dal team di ricerca è il primo meccanismo che lega l’attività trascrizionale e l’attività respiratoria in cellule staminali pluripotenti. La scoperta potrebbe avere interessanti applicazioni anche in campo terapeutico. Prima di tutto presenta la possibilità di generare meglio e più facilmente le cellule pluripotenti, a partire dalla corretta misurazione dell’aspetto metabolico. In secondo luogo, potrebbe aiutare a comprendere meglio i meccanismi metabolici di STAT3 in alcune patologie caratterizzate da mutazioni, come ad esempio alcuni tumori del sangue. 

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