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Cronaca Piazzale Stazione

Uno ruba, l'altro rivende: gli strani affari tra il ladro seriale e il negoziante dalla doppia vita

La scoperta di un negozio di telefonia che smerciava centinaia di articoli rubati ha mostrato il coinvolgimento di un italiano autore di numerosissimi furti in città

Colpo di scena nelle indagini su un noto ladro che ha razziato una miriade di palestre, chiese e scuole della città. Già in carcere da luglio, riforniva di merce rubata il negozio di un pakistano.

La doppia faccia del negozio

Una vera e propria collaborazione illecita, emersa grazie a un'attenta indagine condotta dalla squadra mobile. Centinaia gli articoli di dubbia provenienza recuperati all'interno di un negozio di piazzale Stazione. Ufficialmente centro vendita e riparazione di articoli tecnologici, che però di fatto ricettava oggetti rubati. Quando gli agenti si sono presentati al banco, il proprietario pakistano non ha saputo spiegare da dove venissero le decine di smartphone, tablet e pc che aveva a disposizione. Nessun certificato, nessuna garanzia, nessun contratto. A peggiorare la situazione, il ritrovamento di molte fotocopie di documenti di cittadini italiani, usati per intestare un'infinità di sim card.

Perquisizione nel negozio di cellulari: la refurtiva e il ladro che la procurava

Il collegamento inaspettato

Il pakistano possiede anche un negozio analogo a Bassano del Grappa, e anche lì si concentreranno le indagini delle forze dell'ordine. L'esercizio di Padova rischia ora la chiusura, che si aggiunge alla denuncia per ricettazione che ha già colpito il proprietario. Una volta scoperto il giro illecito, i poliziotti hanno voluto far luce su come lo straniero si procurasse il materiale rubato. Ed ecco la sorpresa.

Una vecchia conoscenza

Protagonista del singolare rapporto d'affari è, ancora una volta S.B., tossicodipendente di origine vicentina che negli ultimi mesi ha commesso almeno tre furti nel Padovano. É emerso che proprio lui, volto notissimo alle forze dell'ordine, in più occasioni ha fornito al pakistano cellulari e altri apparecchi elettronici, frutto dei sui innumerevoli furti. É stato arrestato a fine luglio dopo l'ennesimo colpo alla palestra Gym Up di via Milazzo. Un colpo pagato caro, perché l'accurata videosorveglianza lo aveva incastrato: il taglio di capelli, l'abbigliamento e i tatuaggi hanno portato a lui. Da lì le indagini si sono intensificate: ha colpito alla parrocchia San Carlo Borromeo, alla scuola Mantegna, al negozio Lube di via Venezia, ma anche in palestre e impianti sportivi. Furti e borseggi le sue specialità, a cui ora si aggiunge anche l'attività di fornitore di merce rubata.

Come recuperare gli oggetti rubati

Le indagini proseguono per capire esattamente quale rapporto ci fosse tra i due e con che frequenza l'italiano rifornisse lo straniero. La squadra mobile invita quanti abbiano subito il furto di cellulari o tablet a mettersi in contatto con la questura. Per recuperare i propri averi sarà necessario fornire prove certe, ad esempio copia della denuncia di smarrimento o furto e il codice identificativo dell'apparecchio. 

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