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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Riconversione ecologica di Padova, appello delle associazioni: "Stop al consumo di suolo"

Legambiente riunisce venti organizzazioni locali per chiedere al Comune di adottare una variante al Piano degli Interventi e misure concrete per la salvaguardia delle aree verdi

Legambiente Padova e una ventina tra associazioni, comitati e organizzazioni sindacali, hanno redatto un appello per richiedere al Comune l'adozione di una variante al Piano degli Interventi, con la principale finalità di arginare il problema del consumo di suolo.

UNA MINACCIA PER L'AMBIENTE.

Il piano riguarda 2,6 milioni di metri cubi edificabili nei prossimi quattro anni, a cui si potranno aggiungere in seguito altri 2 milioni di metri cubi previsti dal PAT - Piano di Assetto Territoriale: "Una colata di cemento insostenibile per la città, che ha già consumato il 49,2% del suo territorio" afferma Legambiente, i cui obiettivi primari sono ora la salvaguardia e la valorizzazione degli spazi verdi rimasti. Nella sottoscrizione della richiesta per ottenere la variante, l'associazione ambientalista ha coinvolto finora più di venti organizzazioni interessate alla cura dell'ambiente e del territorio. "E contiamo di allargare ulteriormente la lista degli aderenti" dichiara il volontario Legambiente Francesco Tosato, invitando quanti volessero dare il proprio supporto a contattare la sezione locale del gruppo.

I CONTENUTI DELL'APPELLO.

"Per un progetto di città ecosostenibile serve avviare con urgenza l’adozione di una variante al Piano degli Interventi per contenere il consumo di suolo e il depauperamento del patrimonio urbano esistente", esordisce il comunicato rilasciato da Legambiente. Si richiedono azioni politiche concrete che permettano "di rileggere e ripensare la città partendo dal ruolo vitale, a fini ecosistemici e sociali, del territorio inedificato, degli spazi aperti, delle infrastrutture verdi e delle aree boscate, dell’agricoltura urbana e periurbana, delle periferie storiche come patrimonio urbano di valore". Cinque sono gli obiettivi dichiarati: la costruzione di una rete ecologica; la formazione di un organico sistema del verde e degli spazi aperti; la promozione dell’agricoltura urbana e periurbana attraverso la formazione del Parco Agropaesaggistico Metropolitano e il sostegno al biologico. E ancora: la riqualificazione ecologica e sociale delle periferie storiche e l’individuazione degli interventi necessari per ridurre i rischi connessi ai cambiamenti climatici e all’inquinamento.

GLI INTERVENTI RICHIESTI.

Le richieste inoltrate al Comune riguardano interventi fattivi, quali l’acquisizione diretta delle aree e la permuta di beni immobili per scongiurare l’edificazione, anche in quei brani strategici della rete ecologica cittadina già sottoposti a Piano Urbanistico convenzionato, come ad esempio parte dei terreni agricoli del Basso Isonzo.

I PROMOTORI DELL'INIZIATIVA.

I firmatari dell'appello ad oggi sono: Legambiente Padova, Italia Nostra, Aiab Veneto, cooperativa El Tamiso, Slow Food Padova, PaAM - Ass. Parco Agropaesaggistico Metropolitano di Padova, Beati i costruttori di pace, Cgil Padova, Fillea Cgil, Comitato Difesa Alberi e Territorio, Ca'Sana, cooperativa I dodici mesi - Osteria di Fuori Porta, residenti di Padova zona Nazareth, Sacro Cuore PACTA, Rete Arcella Viva, Circolo Wigwam Il Presidio, Rete Architetti Città Amica, Gruppo Giardino Storico dell'Università di Padova, Comito Iris, Comitato Vivere Bene a S. Bellino, CheAriaRespiriamo, Associazione per la Pace,  Lipu Padova.

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