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Riemersione delle strutture superstiti del teatro romano realizzata negli anni Sessanta

Riemersione delle strutture superstiti del teatro romano realizzata negli anni Sessanta

Prosciugamento della Canaletta in Prato e riemersione del teatro romano: lavori da luglio

Il teatro è datato all'età augustea, ma la sua riemersione offrirà agli studiosi l'occasione di avviare studi e analisi funzionali a una migliore comprensione della struttura

In occasione del bimillenario della morte dello storico Tito Livio e delle azioni messe in essere dalle Istituzioni cittadine per celebrare la ricorrenza, un appuntamento importante attende nei prossimi tempi la città di Padova. Dall’inizio del mese di luglio - e non dal 5 giugno come in precedenza comunicato - inizieranno le operazioni per la riemersione del teatro romano, il cosiddetto Zairo, le cui strutture superstiti si trovano oggi sotto l’acqua della canaletta che circonda l’Isola Memmia.

TEATRO ROMANO. Il teatro è datato all’età augustea, ma la sua riemersione offrirà agli studiosi l’occasione di avviare studi e analisi funzionali a una migliore comprensione della struttura. Dell’antico teatro, infatti, si ignorano ancora oggi molti aspetti. Era un edificio imponente fino all'XI secolo, nonostante le distruzioni subite dalla città a partire dalla tarda antichità. Da allora venne smantellato e utilizzato come cava di materiale da costruzione. Alcuni pezzi servirono addirittura per costruire il ponte di Rialto a Venezia.

PROGETTO. Nel 1775, in occasione della realizzazione del progetto di Andrea Memmo per la risistemazione del Prato della Valle, delle strutture superstiti venne fatto un rilievo. Farle riemergere permetterà di rilevarle con tecniche aggiornate, di georeferenziarle e di prelevare campioni di materiali costruttivi con i quali sarà possibile procedere ad analisi di dettaglio sulle cave di provenienza. Inoltre, grazie alle analisi al radiocarbonio sulle malte e sui sedimenti, si potrà definire più esattamente il periodo in cui venne edificato.

RIEMERSIONE. L’operazione vedrà agire in sinergia il Comune di Padova, l’Università di Padova e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Venezia e le Province di Belluno, Padova e Treviso. A partire dal 3 luglio il Settore Edilizia provvederà alle operazioni preliminari, ovvero all’abbassamento temporaneo del livello dell’acqua dell’intera canaletta, al posizionamento di strutture di contenimento dell’acqua a monte e a valle delle strutture romane e alla successiva reimmissione dell’acqua nella canaletta. A quel punto resterà all’asciutto solo la parte interessata dalle indagini archeologiche. La fauna ittica sarà totalmente salvaguardata. 

LAVORI SULLE STRUTTURE DEL TEATRO. A partire dal 10 luglio, sotto la direzione scientifica congiunta del professor Jacopo Bonetto (dipartimento di Beni Culturali), di Elena Pettenò (Soprintendenza) e Francesca Veronese (Museo Archeologico), la squadra degli studenti universitari di archeologia inizierà i lavori sulle strutture del teatro, che proseguiranno per quattro settimane fino al 5 agosto.

VISITE ALLO SCAVO. L’operazione ha importanti finalità scientifiche, ma vuole essere una grande occasione per far conoscere alla cittadinanza aspetti inediti della città. Pertanto ogni sabato mattina, a partire dall’8 luglio, saranno previste due visite guidate allo scavo: alle ore 10 e alle ore 11, con ritrovo al civico 51 di Prato della Valle. A partire dal 10 luglio, tutti i giorni dal lunedì al venerdì, sarà possibile visitare il cantiere tra le ore 10 e le ore 16. Tutta l’operazione è resa possibile grazie al contributo della Fondazione Cariparo per le celebrazioni del bimillenario Liviano.

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