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Martedì, 27 Settembre 2022
Cronaca Rubano

Da Rubano a Leopoli: tornano a casa gli orfani ucraini ospitati per cinque mesi in Seminario Minore

A dare il nulla osta al rientro è stato il Tribunale dei Minori di Venezia, che ha esaminato la situazione di tutti i minori

Erano arrivati in Italia lo scorso 1 marzo: 42 dei 56 bambini e ragazzi (comprese alcune educatrici) provenienti da due orfanatrofi di Leopoli che in questi cinque mesi sono stati ospitati nei locali del Seminario Minore di Rubano messi a disposizione dal vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla - e seguiti per l’accoglienza dalla cooperativa La Vigna, incaricata della gestione dal sindaco di Rubano, Sabrina Doni, che ne aveva la responsabilità legale - sono partiti alle ore 8 di oggi, martedì 2 agosto, per tornare in Ucraina.

Rientro

A dare il nulla osta al rientro è stato il Tribunale dei Minori di Venezia che ha esaminato la situazione di tutti i minori. Nel giro di alcune settimane, dovrebbero risolversi anche le pratiche burocratiche per il rientro dei ragazzi rimasti (una decina). A salutarli, stamane, c’erano il sindaco di Rubano, Sabrina Doni; il rettore del seminario, mons. Raffaele Gobbi, anche in rappresentanza del vescovo, impossibilitato a essere presente; Lorenzo Rampon, direttore di Caritas diocesana, che ha supportato in questi mesi la gestione in collaborazione con i servizi sociali del Comune di Rubano, don Daniele Longato, direttore Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Padova e alcuni rappresentati dalla cooperativa La Vigna e dell’associazione Lisolachenoncè Teolo ODV, che aveva accompagnato i ragazzi in Italia.

Vescovo Cipolla

«La Chiesa di Padova ha aperto subito le porte del Seminario per poter ospitare questi ragazzi e bambini, proprio all’inizio della guerra in Ucraina – sottolinea il vescovo, mons. Claudio Cipolla – Abbiamo agito velocemente, pur sapendo che sarebbe stata un’esperienza complessa e impegnativa. In questi mesi è stata fondamentale la sinergia che si è creata tra il Seminario, la cooperativa, la Caritas diocesana e il Comune di Rubano che hanno tutti insieme – nelle diverse responsabilità e compiti – lavorato perché la permanenza dei ragazzi fosse tale da sollevarli dalla paura della guerra e dalle drammatiche notizie che continuavano ad arrivare dall’Ucraina. Ora che la situazione, almeno per quanto riguarda Leopoli, sembra più tranquilla siamo contenti che questi ragazzi possano tornare dove hanno le loro radici e molti hanno ancora forti legami familiari. Ringrazio le persone e i volontari – e sono davvero tanti – che si sono messi a disposizione per l’accoglienza e per rendere serena questa permanenza. Ringrazio il sindaco del comune di Rubano, Sabrina Doni, per aver accolto con tanto cuore ed energia una responsabilità così grande. Li abbiamo salutati con nel cuore il desiderio più importante oggi: che la guerra finisca il prima possibile e che questi ragazzi come tutta la popolazione ucraina possano un po’ alla volta ritrovare una normalità di vita».

Sabrina Doni

«Dopo cinque mesi ci si affeziona e qualche lacrima, nel salutarli, è scesa – sottolinea il sindaco di Rubano Sabrina Doni – Abbiamo passato tanti momenti piacevoli e anche qualche difficoltà, ma quando si condividono le difficoltà le emozioni acquisiscono un sapore diverso. Ci siamo detti “arrivederci”. Li salutiamo con il sorriso. Loro desideravano tanto tornare a casa rivedere i loro affetti, erano anche stanchi dopo cinque mesi, ed è comprensibile. L’augurio è che sebbene Leopoli non sia interessata dal conflitto, questo clima internazionale abbia a rappacificarsi. I ragazzi rientrano nel loro istituto a Leopoli. Questa esperienza di accoglienza lascia un segno: c’è stato il peso della responsabilità e la complessità nel mantenere relazioni con varie realtà e istituzioni: prefettura, questura, tribunale, garante, tutori… ma ringrazio tutti gli uffici del Comune che hanno lavorato con cuore e rettitudine».

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