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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Miseria di risarcimento per il pedone investito sulle strisce: il giudice gli riconosce piu' del doppio dell'assicurazione

Finalmente un anziano di Campodarsego, nel Padovano, ha ottenuto giustizia, ma ha dovuto intentare una causa e aspettare quattro lunghi anni

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Gli avevano offerto meno di seimila euro: dovranno pagarne più del doppio. E' quanto ha stabilito nei giorni scorsi la sentenza pronunciata dal Giudice di Pace di Padova, Avvocato Renata Zaffanella, su una controversia promossa da un 76enne di Campodarsego investito da un furgone sulle strisce pedonali lungo una strada del suo paese e che, per farsi assistere, attraverso la consulente Elisa Sette, si è rivolto a Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini.

Il sinistro è accaduto il 6 novembre 2012, quattro anni fa: l'anziano, usufruendo del passaggio pedonale, stava attraversando via Caltana quando è stato travolto da un autocarro Fiat Scudo di proprietà di un'impresa di Mirano condotto da un 68enne miranese. Il nodo del contendere non riguarda la dinamica e le responsabilità dell'incidente, pacifiche: il conducente è stato anche multato e la compagnia assicurativa del veicolo, aveva parzialmente risarcito il pedone, senza l'applicare alcuna percentuale di corresponsabilità da parte sua.

Il problema è che la somma riconosciuta al 76enne, neanche sei mila euro, era del tutto inadeguata di fronte ai danni patiti dall'uomo, che in seguito all'impatto con il mezzo è stato trascinato sull'asfalto per un breve tratto in corrispondenza delle strisce ed è rovinato a terra, riportando lesioni al capo e in tutto il corpo: all'ospedale di Camposampiero gli hanno diagnosticato un politraumatismo, con trauma cranico commotivo, trauma alla regionale femorale destra e ferite lacero contuse sulla fronte. L'anziano è stato ricoverato per dieci giorni, ma poi il suo medico di base gli ha diagnosticato una prognosi di un altro mese per la presenza di vasti ematomi e dolori, senza contare le visite specialistiche e i cicli di fisioterapia a cui si è dovuto sottoporre per guarire. Il medico legale di parte ha rilevato un danno biologico permanente nell'ordine del 9 per cento e un danno biologico temporaneo della durata complessiva di cento giorni.

Essendo tuttavia risultato vano ogni tentativo di trattativa con la compagnia, ferma sulle sue posizioni, il danneggiato, tramite il servizio legale di Studio 3A, ha dovuto citare la società assicurativa, unitamente al conducente e all'impresa proprietaria del furgone. Il giudice di Pace di Padova ha disposto una consulenza medico legale, che ha riconosciuto in toto l'insufficienza del risarcimento accordato, e sulla base di tali risultanze ha condannato la compagnia a pagare all'anziano ulteriori settemila euro, oltre a quelli già ricevuti, per un totale di circa 13mila euro, più tutte le spese di causa. Altro aspetto interessante, l'avvocato Zaffaella ha ritenuto di integrare autonomamente la voce del danno non patrimoniale, intesa come sofferenza psicofisica soggettiva subita dal ricorrente, ritenendola non adeguatamente valorizzata, e per questo profilo a disposto l'ulteriore liquidazione di 900 euro.

"Il caso è un tipico esempio del modus operandi delle assicurazioni - spiega il Presidente di Studio A, dott. Ermes Trovò - Qui non si tratta di pochi euro di differenza tra il risarcimento proposto e quello stabilito da giudice come corretto: parliamo di più del doppio. La verità è che le compagnie, anziché tutelare i clienti, come dovrebbero, "giocano" sempre di proposito al ribasso, in nome del profitto, contando sulle remore delle persone nell'avventurarsi in una causa: se il nostro assistito non si fosse rivolto a degli esperti e non avesse deciso di continuare la sua battaglia, avrebbe ottenuto meno della metà del dovuto, e la compagnia avrebbe risparmiato settemila euro. Una cifra che all'apparenza può sembrare poca cosa per un colosso assicurativo, ma moltiplichiamola per migliaia di clienti ed ecco spiegati i bilanci miliardari delle compagnie maturati sulla pelle dei danneggiati".

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