Cronaca Montà / Via Due Palazzi

Detenuti in rivolta nel carcere Due Palazzi di Padova: tre agenti feriti

La sommossa di alcuni reclusi giovedì pomeriggio, all'interno di un'area comune. Uno di loro si era procurato una lesione al collo. Pezzi di mobilio sono stati usati contro due guardie. Nuove tensioni anche venerdì

Alcune decine di detenuti sono state protagoniste, giovedì, di un'accesa rivolta all'interno di un'area comune del carcere Due Palazzi di Padova, avvenuta nella sezione B del quarto piano, una di quelle sottoposte a "vigilanza dinamica", che prevede celle aperte e detenuti liberi di spostarsi nei corridoi durante il giorno.

TRE AGENTI FERITI. Le tensioni sono deflagrate con la protesta di un detenuto romeno, subito sostenuto da altri reclusi, che ha portato a scontri con gli agenti penitenziari, due dei quali sono rimasti feriti in modo non grave. Quando tutto pareva tornato tranquillo, venerdì un'altra rissa ha riportato il caos. Protagonista lo stesso detenuto della sera prima, che si è barricato in una cella con in mano una lametta. Con coraggio l'hanno disarmato due guardie, una delle quali è rimasta ferita leggermente. Le conseguenze più gravi le hanno riportate i due primi agenti feriti: 10 giorni e 3 giorni di prognosi. La prima rissa aveva visto protagonisti due detenuti in particolare, il romeno - un trentenne condannato per omicidio, che ha il fine pena nel 2029 - ed un italiano, che nelle prossime ore saranno trasferiti in un'altra struttura. I fatti saranno oggetto di un'inchiesta da parte della Procura padovana.

SOVRAFFOLLAMENTO. Ma il problema del Due Palazzi, come di molte altre carceri, è il sovraffollamento. Vi sono rinchiuse 800 persone, quando la capienza dovrebbe essere di 400. Il risultato, ha spiegato Ornella Favero, direttrice di 'Ristretti Orizzonti', il giornale redatto all'interno del carcere, "sono detenuti che dal mattino alla sera non svolgono alcuna attività, nè di studio nè lavorativa, perchè mancano le risorse". Poi c'è un secondo aspetto: "il disagio psichiatrico sta crescendo - ha sottolineato Favero - perche' c'e' un 'travaso' continuo di soggetti problematici, provenienti dagli ospedali psichiatrico giudiziari, che secondo il progetto di riforma dovrebbero presto chiudere".

ALLAH E ISIS. "Quel che è accaduto giovedì sera nella casa di reclusione di Padova è gravissimo, anche in relazione all’atteggiamento assunto da molti detenuti di nazionalità araba - denuncia il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe, per voce del leader Donato Capece - Molti di questi, di origine araba, inneggiavano ad Allah e all’Isis, il gruppo islamista tristemente noto, ed è un particolare, questo, assai preoccupante". Un allarme che però gli inquirenti, giunti al Due Palazzi per un'ispezione assieme agli agenti della squadra mobile, hanno smorzato: nessun riscontro al fatto che i magrebini partecipanti ai disordini abbiano inneggiato all'Isis - l'invocazione ad Allah, invece, rientra nella consuetudine per ogni musulmano - e allo stesso tempo è esclusa una matrice terroristica dietro la rivolta. Anche sul bilancio dei feriti, che nelle fasi concitate della ricostruzione dei fatti parevano saliti a sei, gli inquirenti hanno fatto chiarezza: sono tre in totale, di cui uno molto lieve.

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