menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Profughi in rivolta a Bagnoli, in cento davanti al cancello dell'ex base militare di San Siro

Chiedono un medico fisso all'interno del centro di accoglienza, l'allontanamento di due operatori e la velocizzazione delle pratiche per l'ottenimento dei permessi di soggiorno

Rivolta dei profughi ospitati nell'ex base militare di San Siro a Bagnoli. La protesta è scattata venerdì mattina. Un centinaio i richiedenti asilo davanti al cancello della struttura, con fogli e cartelli in francese e in inglese. 

LA PROTESTA DEI PROFUGHI. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine e la strada è stata transennata per motivi di sicurezza e di ordine pubblico. I migranti chiedono un medico fisso all'interno del centro di accoglienza, l'allontanamento di due operatori e la velocizzazione delle pratiche per l'ottenimento dei permessi di soggiorno.

SALVINI. "Un centinaio di richiedenti asilo ha dato vita questa mattina a una protesta al centro di accoglienza di Bagnoli. I migranti hanno esposto cartelli in francese e in inglese per chiedere di essere trattati meglio e tempi più rapidi per le pratiche di accoglienza. Io li accontenterei: prenderli di peso, caricarli su due autobus e imbarcarli sul primo aereo per rispedirli a casa loro! Ne ho le palle piene di questi immigrati". Così ha commentato la vicenda, il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini.

IL SINDACO DI AGNA. "Proteste come queste sono un campanello d'allarme del disagio e delle condizioni dentro la base - dichiara il sindaco di Agna Gianluca Piva - i migranti ospitati sono stipati in poco spazio e in condizioni precarie, come testimoniato anche dal blitz degli onorevoli Rampelli e Rizzetto di 15 giorni fa. Ma questi episodi creano tensione nella popolazione locale e spaventano tutti e non si sa mai cosa può succedere. C'è poco da dire, questi due hub di San Siro e Conetta vanno chiusi e basta. Il ministro Alfano ha promesso l'alleggerimento delle strutture, e invece? Il ministro continua a scaricare barile sui comuni e sui sindaci. Ripeto e ripeterò fino allo sfinimento che non siamo noi a dover gestire le politiche sull'immigrazione, ma il Governo. Se non sono in grado di farlo, tutti a casa".

NEI GIORNI SCORSI. Nei giorni scorsi, la questione del "triangolo" Bagnoli-Agna-Cona e della concentrazione di migliaia di profughi in un territorio dove, nel giro di pochi chilometri, sono stati allestiti ben due hub, rispettivamente nelle ex basi militari di San Siro e di Conetta (quest'ultimo nella provincia veneziana), è stata portata ancora una volta all'attenzione del ministro dell'Interno Angelino Alfano: dopo la trasferta a Roma dei primi cittadini, a inizio agosto, il problema è stato nuovamente sottoposto al Ministro dagli onorevoli Fabio Rampelli (Capogruppo Fdi-AN alla Camera dei Deputati) e Walter Rizzetto, durante il "question time" - il botta e risposta tra Parlamento e Governo - di mercoledì 28 settembre. La "storia del distretto dei profughi del Basso Veneto" è stata anche oggetto di una lettera che, il 4 ottobre scorso, il sindaco di Agna ha indirizzato al presidente del Consiglio Matteo Renzi, chiedendo la "pronta chiusura" dei centri di accoglienza di Bagnoli e Cona.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PadovaOggi è in caricamento