Nuovi guai per l'ex erede di Maniero e re della cocaina: torna ai domiciliari per droga

Roberto Mengardo, 45enne con un passato nella Mala del Brenta, sconterà un periodo ai domiciliari in seguito a una condanna per spaccio di cocaina risalente al 2013

(foto: archivio)

É stato uno dei vertici della generazione "giovane" della Mala di Faccia d'angelo, inseritosi nel mondo delle rapine e degli assalti ai portavalori appena ventenne. Poi, come molti ex sodali, è passato al traffico di droga affermandosi come fornitore di cocaina ed eroina tra il Padovano e il Veneziano. Quei traffici, con cui faceva da fornitore alle feste private d'alto bordo, ora gli costeranno altri nove mesi ai domiciliari.

La notifica

Roberto Mengardo si è visto notificare mercoledì l'ordine di carcerazione emesso dalla procura di Venezia. I carabinieri di Brugine lo hanno raggiunto nell'attuale domicilio a Piove di Sacco, dove sconterà nove mesi e due giorni. Non nella faraonica villa di Brugine intestata alla madre dunque, confiscata nel 2015 e dissequestrata due anni dopo. Il provvedimento consta di un residuo di pena legato alla condanna rimediata dopo l'arresto del 2013 con Alan Paggiarin e Roberto Fornaro quando furono sequestrati sei etti di cocaina e quasi 190mila euro in contanti. Nel 2015 è stato arrestato nuovamente al termine di un'indagine sulle forniture di eroina e cocaina ai clienti "bene" di Padova e della riviera del Brenta. Un giro esorbitante di soldi e droga proveniente dall'Albania, che aveva portato in carcere con Mengardo altre quattro persone ma che nel frattempo gli aveva consentito di mantenere un tenore di vita sopra le righe.

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