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Rospi investiti sulla strada in località Valsanzibio, di fronte Villa Barbarigo

Rospi investiti sulla strada in località Valsanzibio, di fronte Villa Barbarigo

"Rospi spappolati e a rischio estinzione" 50 volontari vigileranno sui Colli euganei

In alcuni Comuni del Padovano, la specie sarebbe compromessa. Il Gruppo di intervento giuridico farà un'indagine e vigilerà affinché l'habitat di questi animali non venga alterato: "Un quadro catastrofico"

Dai sopralluoghi dei volontari delle associazioni protezioniste sarebbe emerso un quadro "catastrofico", con almeno dodici zone a rischio per la sopravvivenza del "rospo comune" trovate all’interno dei quindici comuni del Parco Colli, "unitamente a degradazione ambientale (chiusura e prosciugamento di stagni e fossati, sbancamenti, gestione forestale errata, agricoltura intensiva e inquinamento, introduzione volontaria di animali alloctoni negli stagni) e mancata assistenza e custodia di condotti, reti e dei rospi stessi".

L'INIZIATIVA. Da febbraio ad aprile gli attivisti sono giornalmente impegnati nel salvataggio di questi animali dalle strade. "Ma questa brutta vicenda deve finire. Ente Parco, Regione Veneto, Provincia di Padova e i Comuni del comprensorio euganeo sono obbligatoriamente tenuti a farsi carico della salvaguardia di questi animali e a prendere sin d’ora seri provvedimenti per non ritrovarsi ancora in situazione di emergenza il prossimo anno". Il Gruppo di intervento giuridico farà un’indagine e vigilerà affinché l’habitat di questi animali non venga compromesso o alterato, appellandosi all’Articolo 733-bis relativo a distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto: "Chiunque, fuori dai casi consentiti, distrugge un habitat all’interno di un sito protetto o comunque lo deteriora compromettendone lo stato di conservazione, è punito con l’arresto fino a diciotto mesi e con l’ammenda non inferiore a 3mila euro".

OLTRE 50 VOLONTARI. In arrivo anche più di cinquanta volontari provenienti dalle associazioni aderenti al Coordinamento protezionista padovano che opereranno giornalmente per il salvataggio degli anfibi sui Colli euganei, formati dal naturalista Enrico Romanazzi, esperto di conservazione della biodiversità animale e da Alessandra Bogo, presidente dell’associazione Sos Anfibi, e le guardie zoofile dell’Enpa per denunciare irregolarità e inadempienze.

"RESPONSABILITÀ". "Si evidenzia la grave insufficienza di sforzo da parte di Ente parco Colli euganei, Provincia di Padova e Regione Veneto. Si assiste inoltre al totale disinteressamento e disimpegno di sindaci e assessori dei Comuni ricadenti nel comprensorio euganeo - denunciano gli ambientalisti - è  lo stesso Ente Parco a riconoscere, in un documento pubblicato sul sito internet, che la segnaletica stradale apposta, il limite di velocità di 30 chilometri orari e i tunnel sottostradali 'non hanno soddisfatto le aspettative e ogni primavera lungo le strade dei colli si ripete l’eccidio di centinaia di rane e rospi'".

I COMUNI. Le amministrazioni comunali che dovrebbero essere coinvolte nella tutela di questi animali sarebbero Cinto Euganeo, Galzignano Terme, Teolo, Torreglia, Lozzo Atestino, Baone, Arquà Petrarca e Rovolon. "La stragrande maggioranza di queste amministrazioni è stata interpellata e sollecitata dalle associazioni Lav e Salviamo il paesaggio nel febbraio 2014 - dichiarano - non rispondendo affatto a missiva e richiesta accesso atti (nonostante l’avvenuto recapito) oppure rispondendo ma lavandosene le mani".

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