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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Sacra Sindone: la ricostruzione tridimensionale con il metodo scientifico

La Sacra Sindone, conservata a Torino dal 1578, è ritenuta da molti il lenzuolo in cui fu avvolto il corpo di Gesù Cristo dopo la morte per crocifissione ed è oggetto da tempo di numerose indagini di tipo tecnico-scientifico anche perché l’immagine corporea ivi impressa non è a tutt’oggi scientificamente spiegabile o riproducibile

La Sacra Sindone, conservata a Torino dal 1578, è ritenuta da molti il lenzuolo in cui fu avvolto il corpo di Gesù Cristo dopo la morte per crocifissione ed è oggetto da tempo di numerose indagini di tipo tecnico-scientifico anche perché l’immagine corporea ivi impressa non è a tutt’oggi scientificamente spiegabile o riproducibile.

Gruppo scientifico


Gli importanti risultati, ottenuti da un gruppo scientifico dell’università e dell’ospedale di Padova in collaborazione con lo scultore Sergio Rodella, coordinati dal professor Giulio Fanti docente di Misure Meccaniche e Termiche del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, è stato pubblicato lo scorso gennaio sulla rivista internazionale “open access” Peertechz Journal of Forensic Science and Technology – Clinical Group con il titolo ‘Rigor Mortis and News obtained by the Body’s Scientific Reconstruction of the Turin Shroud Man’ (‘Rigor mortis e novità ottenute dalla ricostruzione scientifica del Corpo dell'Uomo della Sindone’), autori (in ordine alfabetico): Matteo Bevilacqua, Gianmaria Concheri, Stefano Concheri, Giulio Fanti, Sergio Rodella. “Normalmente uno scultore produce il suo lavoro copiando un soggetto reale, magari aggiungendo qualche interpretazione artistica soggettiva, oppure producendo un'opera d'arte basata sull'ispirazione. Questo caso particolare invece utilizza un approccio inverso: lo scopo dello scultore e del gruppo scientifico di supporto, –afferma Sergio Rodella– è stato quello di produrre rigorosamente un modello tridimensionale, partendo solo dalle informazioni ottenibili da un lenzuolo bidimensionale che riproduce la doppia immagine di un uomo, quello della Sindone, e dall'informazione relativa alla normale morfologia del corpo umano. L'informazione tridimensionale correlata all'intensità del colore dell'immagine corporea è stata invece utilizzata per identificare le aree di prossimità tra il lino e il corpo, e quindi la postura dell'Uomo. È stato confezionato, dapprima un modello in plastilina, corrispondente ad un uomo di 180 cm di altezza, da cui è stato prodotto un calco in gesso, composto per  tasselli,  per  non perdere dettagli, e dal calco sono stati ricavati più modelli in gesso (per evitare ritiri significativi). Sulla superficie del modello è stata poi riportata, per incisione, la mappatura delle piaghe, vedi Figura 1.”

Il modello

Spiega il professor Gianmaria Concheri, docente di Disegno e Metodi dell’Ingegneria Industriale, dipartimento Icea dell’università di Padova: “Per costruire il modello 3D, si è proceduto mediante un metodo iterativo per approssimazioni successive avvolgendo un tessuto simil-sindonico attorno a un modello tridimensionale di corpo umano ideale. Le misurazioni delle distanze lineari tra i  punti caratteristici della Reliquia sono state eseguite direttamente sull'immagine corporea bidimensionale e successivamente riportate tramite opportune repliche fisiche flessibili sul corpo tridimensionale in costruzione. Il processo è stato iterato fino a raggiungere la compatibilità dell’ordine di un centimetro tra modello tridimensionale e le immagini sindoniche frontale e dorsale. Il modello tridimensionale è stato realizzato partendo dalla costruzione di uno scheletro metallico che definiva la postura, successivamente ricoperto da plastilina. Mediante il metodo iterativo, una volta rilevate le incongruenze sul modello, si è rimossa la plastilina e corretta la postura dello scheletro metallico, anche sulla base di ulteriori modelli anatomici opportunamente preparati allo scopo. L’Uomo della Sindone, dotato di una notevole rigidezza cadaverica, ha una postura coerente con quella di un uomo crocifisso, a parte le braccia che furono riposizionate per la sepoltura”. L'allungamento dell'arto superiore destro e l'abbassamento della spalla destra confermano l'ipotesi che l'uomo della Sindone ha subito un grave trauma al collo, al torace e alla spalla, probabilmente cadendo sotto il peso della croce con conseguente lussazione della spalla e paralisi dell’arto di destra. La posizione della mano sinistra con le dita flesse è compatibile con una mano ad artiglio convalidando l'ipotesi che il condannato subì, durante la crocifissione, un forte stiramento del braccio con lesione prossimale del nervo ulnare. Il foro di uscita del chiodo della mano sinistra è stato localizzato in corrispondenza del III spazio intermetacarpale, vicino alla base delle ossa metacarpali III e IV; fino ad ora tale posizione non è mai stata suggerita in letteratura perché appare improbabile”. In effetti, una inchiodatura a questo livello sarebbe poco adeguata per sostenere le forze applicate all’uomo crocifisso perché senza legamenti”.

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