Salvati dalla sinergia dei carabinieri: dopo il tentato infanticidio sono ancora ricoverati

Il coordinamento dei militari ha permesso di rintracciare l'automobile della donna che minacciava di farla finita con il suo bambino. Essenziale l'unione tra uomini e tecnologia

La caserma dei carabinieri di Piove di Sacco

Sono ricoverati al policlinico, entrambi in fase di ripresa, la 44enne e il figlioletto di soli cinque anni protagonisti fra lunedì e martedì di un rocambolesco salvataggio curato dai carabinieri. La donna aveva scritto ai parenti che si sarebbe uccisa dopo aver ammazzato il bambino.

Collaborazione

Fondamentale si è rivelata la collaborazione tra le compagnie di Piove di Sacco e Padova, che con il supporto della stazione di Legnaro, degli altri colleghi e degli agenti della polizia locale padovana sono riusciti a evitare il peggio. Le ricerche sono scattate alle 22.30 di lunedì quando il compagno della donna (che con lei e il bambino vive nel Piovese) e alcuni familiari hanno chiamato il 112 dopo aver ricevuto gli agghiaccianti messaggi. Mentre la compagnia di Piove diramava in tutta la provincia i dati del cellulare e dell'auto, nella caserma di Legnaro è stato convocato il fidanzato.

Il posto di blocco

Il costante incrocio dei dati ha permesso di tracciare il gps dello smartphone, mentre i lettori delle targhe posti ai margini del capoluogo hanno intercettato il veicolo in entrata. Entrambi i riscontri segnalavano l'auto nella zona della stazione di Padova. Lì, all'incrocio tra via Gozzi e via Trieste, il Norm l'ha rintracciata e fermata poco dopo la mezzanotte.

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Le cure

Mentre il bimbo veniva trasferito in Pediatria in massima urgenza, la madre è stata arrestata e condotta nel reparto di Psichiatria. Il piccolo, risultato vittima di un'intossicazione da benzodiazepine somministrategli dalla madre, grazie alle tempestive cure è rapidamente migliorato. Senza il pronto intervento dei militari, hanno confermato i medici, per lui non ci sarebbero state speranze. É ancora ricoverato ma vigile, magia e gioca come se non ricordasse nulla di quella drammatica notte. Anche la madre si trova ancora sotto stretta osservazione. Una volta dimessa andrà in carcere, mentre sul destino del figlio dovrà pronunciarsi l'autorità giudiziaria che valuterà se affidarlo al padre biologico o ad altri familiari.

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