Cronaca Riviere / Via Niccolò Orsini

Salvini arriva in città, il blocco dei centri sociali davanti alla Prandina Sit-in leghista fuori dalla Prefettura

Il leader del Carroccio è arrivato a Padova dopo avere presenziato all'inaugurazione della nuova sede della Lega a Noventa. Presidio all'ex caserma. Il segretario federale leghista ha manifestato in piazza Antenore

Il blocco dei centri sociali alla Prandina (Twitter) e il sit-in di Salvini davanti alla Prefettura (Facebook)

Presidio dei centri sociali, venerdì mattina, davanti all'ex caserma Prandina di Padova, da luglio centro di prima accoglienza per i profughi. Militanti di Bios Lab, Pedro, Adl Cobas hanno bloccato gli accessi alla struttura in vista dell'arrivo, poi annullato, del segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini. Il leader del Carroccio, dopo avere preso parte all'inaugurazione della nuova sede della Lega a Noventa Padovana, si è infatti spostato in città, con l'intenzione di protestare contro l'accoglienza dei migranti all'ex base militare di via Orsini.

SALVOINI, SIT-IN IN PREFETTURA. Il sit-in, Salvini l'ha fatto lo stesso, ma non alla Prandina, bensì davanti alla sede della Prefettura. "Noi non manifestiamo contro i migranti - ha detto - ma contro lo Stato italiano che trova soldi per tutti tranne che per gli italiani in difficoltà e non ci muoviamo da qui finché non ci danno delle risposte. Non è possibile che ci siano delle tendopoli a Padova e alberghi occupati altrove mentre ci sono migliaia di persone in difficoltà. Bisogna accogliere chi veramente scappa dalla guerra - ha proseguito - non chi viene qui a mangiare, bere, rompere le palle e giocare a pallone".

"TAGLIARE I FINANZIAMENTI ALL'INVASIONE". Un centinaio di leghisti in piazza Antenore, primo tra tutti il sindaco Massimo Bitonci. In alto uno striscione con la scritta: "35 euro agli esodati e ai pensionati. Anche ai padovani i soldi dei profughi". "Risponderemo ai prefetti con i fatti: parlare poco e dare risposte concrete - ha detto ancora, Salvini - e chiederemo ai nostri sindaci e governatori di fare in modo di tagliare i finanziamenti a chiunque si presti a finanziare questa invasione: alberghi, associazioni, categorie. Chi campa sulle spalle degli italiani con gli immigrati dal nostro punto di vista non deve avere una lira di contributi".

LA "FRECCIATA" AL VESCOVO. Il "capitano" non ha risparmiato una "frecciatina" anche al neo vescovo della diocesi di Padova monsignor Claudio Cipolla, che giovedì ha invitato i padovani ad ospitare almeno un profugo nelle proprie case: "Mi sembra strano che nel momento in cui in Vaticano escono notizie su attici e superattici da 600 metri quadri, il vescovo di Padova chieda di aprire i monolocali ai migranti".

BITONCI. Entrambe le manifestazioni si sono svolte in maniera pacifica e non si sono registrati scontri. "Ringrazio le donne e gli uomini della questura di Padova e tutte le forze dell'ordine impegnate oggi, in collaborazione con l'amministrazione comunale, per consentire lo svolgimento di una manifestazione democratica - ha dichiarato Bitonci - allo stato attuale non si registrano scontri e, nonostante pochi violenti volessero mettere nel panico l'intera città, la giornata si è conclusa senza particolari disagi per i padovani. Noi siamo abituati a manifestare ed esprimere le nostre idee e il nostro dissenso senza nuocere a nessuno. Qualcuno, a sinistra, deve ancora imparare a farlo". 

PIPITONE. "Salvini e il sindaco Bitonci a Padova mettono in scena il solito copione in salsa-leghista: slogan contro i profughi e contro il Vescovo di Padova poi, spente le telecamere, tutti a casa, tanto i problemi per i padovani, per i Veneti e per gli Italiani rimangono, ma la loro esigenza non è risolverli, piuttosto è importante garantirsi il palcoscenico - si legge in una nota di Antonino Pipitone, commissario regionale dell’Idv veneto - chi fa politica seriamente deve assumersi la responsabilità di risolvere i problemi e di indicare proposte e soluzioni. Sugli immigrati-profughi le urla di Salvini e Bitonci non servono a risolvere il dramma epocale che ha già portato in Europa oltre 700mila profughi".

SALVINI A NOVENTA. La giornata padovana di Matteo Salvini è iniziata alle 11.30 a Noventa Padovana, dove è intervenuto all'inaugurazione della nuova sede della Lega, in via Oltrebrenta, a pochi passi dall'hotel Paradiso, dove attualmente è ospitata una sessantina di migranti. Una posizione non casuale, come ha spiegato il consigliere comunale leghista Marcello Bano: "Si tratta di un luogo simbolo per Noventa Padovana, sfregiato da questa invasione". Presenti con Salvini, anche il sindaco Bitonci e l'assessore regionale Roberto Marcato. Ad accogliere il leader del Carroccio, una folla di simpatizzanti. La visita è proseguita con l'hotel Paradiso: "Qui dovrebbero essere ospitati i 60 italiani sotto sfratto, non i profughi", ha dichiarato Salvini. Per tutta la durata della sua permanenza a Noventa, le forze dell'ordine schierate hanno tenuto sotto controllo la situazione in modo che non si verificassero disordini.

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