Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Via Enrico Degli Scrovegni

Sanità convenzionata: ferie forzate in agosto, biciclettata contro i tagli

La maggior parte della sanità convenzionata dell'Ulss 16 chiude dal 5 al 24 agosto, in segno di protesta. Lunedì, un corteo di biciclette, promosso dal Comitato di crisi della sanità veneta, ha attraversato la città

Circa 400 persone, tra dipendenti della sanità ambulatoriale convenzionata dell'Ulss 16, familiari e simpatizzanti, hanno pedalato lunedì sotto il solleone in due cortei che hanno attraversato Padova da nord con partenza a Cadoneghe e da sud con il via da Albignasego, con destinazione via degli Scrovegni, di fronte alla sede Ulss. Obiettivo della biciclettata, proposta dal Comitato di crisi della sanità veneta: "Manifestare contro il mancato rispetto degli accordi sottoscritti tra Regione Veneto e Strutture private accreditate, che prevedevano l’erogazione di una quota extra budget di prestazioni sanitarie per mitigare i drammatici tagli ai servizi sanitari convenzionati di inizio anno ed assicurare una adeguata assistenza ai cittadini del nostro territorio".

Biciclettata contro i tagli a sanità convenzionata

CHI CHIUDE AD AGOSTO. La biciclettata si è tenuta in occasione del primo giorno di chiusura "forzata" per ferie, che dal 5 al 24 agosto vedrà tutti i gruppi più importanti della sanità convenzionata locale con le saracinesche eccezionalmente abbassate in segno di protesta. Ecco l'elenco di chi chiude: Gvdr, Gruppo Pavanello Sanità, Centro Medico di Fisioterapia, Data Medica, Poliambulatorio Arcella, Gruppo Imed, Euganea Medica, Centro Medico Serena, insieme al gruppo di strutture padovane costituito da: Centro SS. Trinità, Cemes, Citotest Laboratorio Analisi, Fisiomed RS 25, Fisioterapica Medica Studi e Ricerche, Istituto Diagnostico Antoniano, Istituto Soncin, LILT, Radiologia Clinica, Radiologia Specialistica Prof. Stelio Vio, Studio Radiologia Diagnostica, Static, agli studi di alcuni liberi professionisti come quelli delle dottoresse Anna Bordin e Anna Bonivento.

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PRESTAZIONI SANITARIE A RISCHIO. "Questo agosto sarà come tornare a quarant’anni fa - dichiarano dal comitato - quando le strutture ambulatoriali nel territorio non esistevano e per avere una prestazione sanitaria ci si doveva mettere in coda agli sportelli della mutua. Se i direttori generali non adempieranno subito alla concessione dell’extra-budget, la chiusura di agosto rischia di essere un esempio di come sarebbe la nuova organizzazione della sanità veneta, articolata tra servizi notturni in ospedali lontani da casa e affollamenti ai Cup, senza più scelta tra erogatori pubblici e privati". Secondo le proiezioni, ottenute dal comitato partendo dai dati del Veneto forniti da Anisap, "ci sarà ancora ossigeno solo fino a settembre, poi il 60% delle prestazioni annuali (circa 4 milioni), dovranno gravare sulle strutture pubbliche senza che le stesse abbiano avuto la possibilità di riorganizzare il proprio organico, già ridotto. Dall’altra parte le aziende convenzionate subiranno perdite gravissime, sia in termini di personale, che di accessibilità ai servizi, per non parlare dei danni ai cittadini".

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