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Il presidente Zaia assieme all'assessore Coletto e i nuovi direttori generali

Il presidente Zaia assieme all'assessore Coletto e i nuovi direttori generali

Sanità, rinnovo dei direttori generali: a Padova due conferme e due novità

Incarichi riconfermati per gli Ulss 15 e 17, per l’Azienda Ospedaliera arriva Claudio Dario e all’Ulss 16 Urbano Brazzale. Zaia: “Squadra vincente, per affrontare spending review e tagli nazionali”

Anno nuovo, dirigenti nuovi per la sanità veneta. Il presidente della Regione Luca Zaia ha firmato i decreti di nomina dei nuovi direttori generali, quattro le posizioni padovane rinnovate. I nuovi direttori generali hanno firmato un contratto triennale, che prevede la verifica annuale dell’operato e guadagneranno 122 mila euro lordi l’anno.

LE NOMINE PADOVANE. Tra le quattro posizioni rinnovate due vedono una conferma rispetto ai precedenti incarichi: all’Ulss 15 Alta Padovana resta Francesco Benazzi, così come all’Ulss 17 di Este è stato riconfermato Giovanni Pavesi. All’Azienda Ospedaliera di Padova arriva Claudio Dario, ex direttore generale dell’Ulss 9 Treviso. Alla sua prima esperienza come direttore generale è invece Urbano Brazzale, alla guida dell’ Ulss 16 di Padova, già direttore amministrativo dell’Ulss 15 dell’Alta Padovana e responsabile del personale dell’’Ulss 4 dell’Alto Vicentino.

IL COMMENTO DI ZAIA. Nell’augurare buon lavoro al nuovo staff, Zaia sottolinea le difficoltà all’orizzonte: “La sanità veneta è considerata la più virtuosa d’Italia – ha aggiunto Zaia – ma dovremo anche fare i conti con una spending review irrazionale e con pesanti tagli orizzontali nazionali. Anche su questo fronte il lavoro sarà da far tremare i polsi, ma questi manager, che avranno tutto l’appoggio della Regione, hanno tutte le caratteristiche per centrare risultati significativi”.

LE PRIORITÀ.  L’assessore regionale alla sanità Luca Coletto indica invece le priorità che attendono la nuova squadra di manager: “il rigore gestionale, oggi più che mai necessario per abbattere i costi ovunque possibile tranne che nei servizi al cittadino; il lavoro sulle liste d’attesa, che stanno migliorando ma devono farlo ancora di più e che sono la principale criticità segnalata dalla gente; l’applicazione del nuovo Piano sociosanitario con particolare attenzione al rafforzamento della medicina sul territorio ed alla sinergia con gli ospedali; il compimento del cammino di informatizzazione dell’intero sistema già in corso, che andrà interamente realizzato proprio nel corso del mandato dei nuovi direttori”.

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