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Un momento dei festeggiamenti del santo patrono durante le passate edizioni

Un momento dei festeggiamenti del santo patrono durante le passate edizioni

Sant'Antonio, 13 giugno: il messaggio del Vescovo per il patrono

Si avvicina la festa a Padova per il proprio santo protettore e, come di consueto, il capo della Diocesi Antonio Mattiazzo rivolge il proprio messaggio di "pace e bene" alla città ricordando in questa occasione anche il terremoto

Mercoledì 13 giugno Padova festeggia il proprio patrono, Sant'Antonio, detto appunto da Padova. Con l'occasione, il vescovo Antonio Mattiazzo ha rivolto ai fedeli il suo consueto messaggio. Un messaggio di “pace e bene” riservato, nelle prime righe, alla contingenza del terremoto che sta colpendo sia sul piano umano che materiale l'Emilia e il Veneto. “Sant’Antonio – ha ricordato il capo della Diocesi – è patrono della nostra città e su essa continua ad estendere la sua celeste protezione, intercedendo davanti a Dio per le nostre necessità spirituali e materiali, ed in particolare per le persone colpite da lutti o dai danni provocati dal terremoto. Dobbiamo essere consapevoli dei nostri limiti, ma in pari tempo eleviamo in alto il nostro sguardo e abbiamo fiducia”.

GIUGNO ANTONIANO: IL PROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI

FRATERNITÀ E CRISI. Sul tema della fraternità, Mattiazzo si collega alla situazione attuale di crisi: “Per vivere la fraternità è necessario mettere da parte l’individualismo, la superbia, l’invidia, la gelosia, l’aggressività; saper coltivare la giustizia e, insieme, la solidarietà, la condivisione di gioie e fatiche, di sofferenze e speranze; tendere al dono di sé e non al possesso egoistico. La crisi attuale, con le sue gravi conseguenze economiche, quali la perdita del lavoro e l’aumento delle povertà, ci interpella e ci provoca fortemente a uno stile di vita sobrio, alla condivisione fraterna dei beni, in uno spirito di gratuità”. Ma la crisi, ricorda il vescovo, può anche produrre una “conversione positiva” verso quell’”amore autentico” che non c’è “senza la rinuncia a se stessi, all’egoismo e all’amor proprio, di cui tutti siamo pervasi”.

LAVORO, IL RIPOSO DOMENICALE. L’attenzione del vescovo si concentra poi sulla qualità dei rapporti interpersonali, in particolare nell’ambito del matrimonio e della famiglia, sul cui sostegno richiama la responsabilità delle istituzioni. Infine ricorda i lavoratori e le lavoratrici perorando “la causa della festa e del riposo domenicale per il bene della famiglia”.

Il testo integrale è disponibile sul sito www.diocesipadova.it

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