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Saonara, manodopera in nero ed evasione nel laboratorio cinese

Nel mirino della Guardia di Finanza lo stesso opificio dove a giugno erano emerse le prime irregolarità. Accertati ora mancati versamenti al Fisco e scoperta una ditta individuale con centinaia di migliaia di euro evasi

Dopo mesi di verifiche e controlli, i militari delle Fiamme gialle di Padova sono riusciti a ricostruire, nel colabrodo contabile di un opificio di Saonara gestito da cinesi, mesi e anni di evasione fiscale.

A GIUGNO. La ditta, operante nel settore della produzione e del confezionamento di abbigliamento, era finita a giugno nel mirino della Guardia di Finanza in seguito a un'operazione che aveva portato all'individuazione di ben 25 lavoratori irregolari impiegati a produrre capi etichettati “made in italy”.

LAVORO "NERO" ED EVASIONE. Gli accertamenti hanno portato a galla un sommerso di manodopera “in nero” per abbattere i costi di produzione, nonché omessi versamenti di Iva relativa al primo trimestre del 2011 per 12.563,10 euro e ritenute d’acconto sugli emolumenti mai corrisposte per altri 19.868 euro.


LA DITTA INDIVIDUALE. Ma le scoperte non finiscono qui. I militari hanno inoltre rilevato che la sede della società di Saonara era la stessa di una ditta individuale, anch’essa gestita da un cittadino di nazionalità cinese, che aveva cessato di fatto la propria partita Iva già da 8 mesi. Fatti i dovuti ulteriori accertamenti, anche per quest'ultimo - denunciato all’autorità giudiziaria - sono risultati omessi versamenti ai fini dell’Iva per 125.266,53 euro per l'anno 2009 e 144.446 mila per il 2010.

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