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Sara Buson e Sara Lovisa

Sara Buson e Sara Lovisa

Issnaf Award, una padovana finalista a Washington: premiata anche un'ex Unipd

Sedici i ricercatori italiani under 40 selezionati tramite un bando, presenteranno a una giuria i loro progetti, tra questi la studiosa 38enne di Pernumia

Non chiamateli cervelli in fuga ma intelligenze integrate nelle comunità scientifiche del Nord America con la forza del loro talento e delle competenze acquisite in Italia. Sono quattromila i ricercatori e docenti affiliati alla fondazione Italian Scientists and Scholars of North America Foundation che il 7 e 8 novembre 2017 celebra il suo evento annuale all’ambasciata italiana di Washington. 

LA PADOVANA

Al centro dell’evento saranno poi le premiazioni degli Issnaf Awards. I 16 finalisti, ricercatori italiani under 40 selezionati tramite un bando, presenteranno a una giuria i loro progetti di ricerca in 5 campi. Tra questi Sara Buso, di Pernumia, 38enne che al momento di decidere quale percorso di studi intraprendere, se fisica o astronomia, ha optato per la scelta più pragmatica: “Male che vada un lavoro fuori dall’accademia si trova più facilmente con una laurea in fisica che con una in astronomia”. E così si è iscritta all’Università di Padova, dove si è laureata in astrofisica e ha ottenuto il dottorato di ricerca nel 2013. “Sin dall’inizio ho avuto grande indipendenza nel mio lavoro, con l’opportunità di inserirmi in un contesto internazionale” racconta.

DIPARTIMENTO DI FISICA

Al dipartimento di fisica, grazie al supervisore Denis Bastieri, ha potuto lavorare con il telescopio spaziale per raggi gamma Fermi ed entrare a far parte della collaborazione Fermi Large Area Telescope, tra i cui principali promotori oltre alla NASA ci sono le agenzie spaziali di Italia, Francia, Giappone e Svezia. Al dottorato è seguito un post doc a Padova per proseguire il lavoro in forza al gruppo Fermi. In questo periodo Sara ha avuto la possibilità di crescere professionalmente tra le migliori Università ed enti di ricerca al mondo, tra cui Berkeley e Stanford: “Nonostante il gruppo padovano fosse relativamente piccolo, lavoravamo in un ambito internazionale: ho così collaborato con i più grandi esperti del settore, persone da cui imparare non solo professionalmente ma anche umanamente, pronte a confrontarsi e a rapportarsi in modo semplice e costruttivo con chiunque”.

OFFERTA IRRINUNCIABILE

Dopo poco più di un anno di post doc la giovane ricercatrice ha avuto quella che definisce “un’offerta irrinunciabile”: lavorare negli Stati Uniti al Goddard Space Flight Center, il prestigioso centro della NASA dedicato alla ricerca spaziale. In questo “ampio e vibrante contesto scientifico” Sara Buson si trova tuttora, grazie alla vincita di premi e finanziamenti per supportare la sua ricerca.

ANCORA UNIPD

Da Pordenone a Houston, Texas, nel più grande polo medico del mondo, per combattere il tumore attraverso lo studio dei meccanismi di danno e rigenerazione dei tessuti del nostro corpo. È il percorso di Sara Lovisa, 34enne di Azzano Decimo (Pordenone) e una delle finaliste allo Hogan Lovells Award. Laureata nel 2008 in Biotecnologie mediche all’università di Padova, ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università di Udine lavorando presso il CRO – Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (Pordenone) nel laboratorio del dottor Gustavo Baldassarre. Nel 2013 ha vinto l’application che l’ha portata nel laboratorio del professore Raghu Kalluri per un post-doc allo MD Anderson Cancer Center. “Ci occupiamo di studiare sia i meccanismi che portano i tumori a diffondersi in organi distanti, definiti metastasi tumorale, sia la fibrosi, che consiste nella riparazione di un danno tissutale mediante la sostituzione con un tessuto che è molto simile a quello di una cicatrice”.

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