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Plato: l'Università patavina firma il “grande fratello” della galassia

Il satellite, composto da 34 telescopi che scruteranno i pianeti extrasolari più simili alla Terra al punto da essere abitabili, è in attesa dell'ok finanziario dell'Agenzia Spaziale Europea

Prende i natali dal dipartimento di Astronomia dell'università di Padova il satellite italiano con 34 telescopi in grado di scrutare i pianeti esterni al sistema solare, alla ricerca di quelli più simili alla Terra.

Plato” (Planetary transits and stellar oscillations) è il nome del primo “grande fratello” della nostra galassia in attesa dell'ok finanziario dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). In questi giorni il gruppo di ricerca padovano – al quale collaborano gli osservatori astronomici di Padova, Brera e Catania, tutti dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), l'ateneo di Berna e l'Agenzia spaziale francese (Cnes) - ha integrato il primo dei 34 occhi elettronici che lo compongono. Una volta raggiunta l'orbita, scatteranno ogni 30 secondi un'istantanea per cercare di scoprire il primo pianeta abitabile.

Punto di forza della proposta di Plato sta nell'utilizzo di più telescopi anziché di un unico potente ma limitato come visuale.

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