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Cronaca

Scandalo “Diritto e Scienza”: Csm sospende pm padovano da funzioni e stipendio

Il pubblico ministero è accusato di aver fatto da "mediatore" tra Francesco Bellomo, consigliere di Stato ed ex magistrato ordinario, e una borsista per procurare al collega "indebiti vantaggi", anche di "carattere sessuale"

Il caso era scoppiato una decina di giorni fa da "Il Fatto quotidiano". Per accedere alla scuola privata di formazione per magistrati “Diritto e Scienza”, borsisti e borsiste avrebbero dovuto firmare un "contratto" con clausole che imponevano il divieto di matrimonio, o fidanzamento consentito solo in seguito a un "esame" condotto dal magistrato o sul dress code con tanto di indicazioni sulla lunghezza della gonna. Nel ciclone della vicenda finì anche un pm padovano in forza alla Procura di Rovigo. Lunedì, il Consiglio superiore della magistratura si è riunito e ha provveduto a sospendere dalle funzioni e dallo stipendio il pubblico magistrato, collocandolo fuori ruolo.

"INDEBITI VANTAGGI".

A chiedere il provvedimento era stato il procuratore generale della Cassazione Pasquale Ciccolo, che ha anche avviato l'azione disciplinare nei confronti del magistrato. Il pubblico ministero padovano è accusato di aver fatto da "mediatore" tra Francesco Bellomo, consigliere di Stato ed ex magistrato ordinario, e una borsista per procurare al collega "indebiti vantaggi", anche di "carattere sessuale". Quello del "tribunale delle toghe" è un provvedimento cautelare, adottato in via d'urgenza.

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