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Patronati chiusi "per essere aperti in futuro”: venerdì la mobilitazione

Una giornata di sciopero è stata indetta da Acli, Inas e Ital, contro il nuovo taglio di 28 milioni di euro inserito dal governo e che metterebbe in gioco la possibilità di continuare ad assicurare i servizi gratuiti ai cittadini

Venerdì, le sedi dei patronati Acli, Inas e Ital, di Padova e del Veneto, saranno chiuse per protesta. “Chiusi ma per essere aperti in futuro” questo lo slogan che riassume il senso della giornata di mobilitazione indetta contro il nuovo taglio di 28 milioni di euro inserito dal governo nella legge di Stabilità che, se attuato, metterebbe in gioco la possibilità di continuare ad assicurare i servizi oggi  resi  gratuitamente  ai cittadini.

TAGLI. Si tratta di quasi 700mila lavoratori pensionati e loro famiglie che ogni anno in Veneto si rivolgono agli sportelli Inca Cgil, Inas Cisl, Ital Uil ed Acli per chiedere consulenza su pensioni, prestazioni di sostegno al reddito (assegni familiari disoccupazioni maternità), invalidità civile, infortuni e malattie professionali, rinnovo permessi di soggiorno, e per molte altre prestazioni  che  li aiutano ad orientarsi in materie spesso complesse  per esercitare diritti di cui a volte non sono nemmeno a conoscenza

PRESIDIO. Davanti al luogo sede di presidio organizzato  in ogni capoluogo di  provincia ci  saranno  tutti  gli  operatori dei quattro patronati della singola provincia con la propria pettorina (la stessa esibita il 9 dicembre  davanti  a  Montecitorio  in  concomitanza  col  dibattito  parlamentare)  che spiegheranno, a  coloro che si avvicineranno, i motivi della campagna di mobilitazione, invitando a dichiarare il proprio sostegno a favore dei patronati con un selfie da postare in rete.

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