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Sciopero dei bidelli, pasta fredda ai bimbi: il caso finisce dal Ministro

Il deputato del Partito Democratico, Alessandro Zan, ha depositato un'interpellanza parlamentare: "La questione va risolta nel breve termine, senza che a farne le spese siano i bambini o i diritti dei lavoratori"

A Padova, dall’inizio dell’anno scolastico, è scattata la protesta dei collaboratori scolastici in molte scuole cittadine: i bidelli si rifiutano di svolgere mansioni non previste dal loro contratto nazionale, come scaldare le vivande ai bambini, pulire i tavoli dopo il pranzo o distribuire loro le merendine, sostenendo che sia compito del Comune o comunque della cooperativa Dusmann che ha in appalto la distribuzione dei pasti a scuola. Una vicenda controversa, che al momento coinvolge nove istituti comprensivi su quattordici, per la quale  Alessandro Zan, deputato padovano del Partito Democratico, ha richiesto l’interessamento del ministero dell’Istruzione.

ZAN. "Giovedì, ho depositato un’interpellanza parlamentare al ministro Stefania Giannini - dichiara Zan - i bambini sarebbero costretti dal 16 settembre a rimanere spesso a digiuno fino all’ora di pranzo - spiega il parlamentare - e, fino a pochi giorni fa, hanno mangiato pasta fredda. Il problema riguarda le mansioni miste, che non spetterebbero per contratto al personale Ata, e per le quali il comune di Padova mette a disposizione un contributo di appena 16 euro mensili a bidello. Mi rendo disponibile sin d’ora - conclude - ad incontrare una delegazione di genitori e di collaboratori scolastici, al fine di coinvolgere attivamente il Ministero e fare in modo che la questione sia risolta nel breve termine, senza che a farne le spese siano i bambini, ma neppure i diritti dei lavoratori, che già sono sotto organico".

DE POLI. "È da Paese incivile distribuire pasti freddi ai bambini - interviene il senatore Udc Area Popolare Antonio De Poli, a proposito dello 'sciopero delle merendine' - chiedo subito al ministro Giannini e al Garante per l'infanzia Spadafora di intervenire affinché si accendano i riflettori su una vicenda che viola i diritti dei più piccoli. I bambini sono vittime incolpevoli - sottolinea De Poli - e ora giustamente i genitori sono infuriati. Non entro neppure nel merito della protesta dei sindacati. È il metodo che è sbagliato. Dal 16 settembre infatti, i bidelli, in molti plessi scolastici cittadini, non hanno distribuito la merendina (in genere tè, biscotti e frutta). In pratica, quindi, questa singolare agitazione costringe i bambini al digiuno sino a mezzogiorno. Per questo motivo porrò la questione sul tavolo del Ministro Giannini a cui presenterò un'interrogazione parlamentare urgente chiedendo come il Governo intenda intervenire per tutelare i diritti dei bambini e delle loro famiglie".

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