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Il Mercatone Uno è a rischio Dipendenti scendono in piazza

Domenica la protesta dei lavoratori del negozio di Curtarolo, chiamati in dieci ad affrontare l'arrivo di migliaia di clienti per una svendita, martedì pomeriggio lo sciopero davanti alla sede di Noventa

Resta delicata la situazione della catena di negozi Mercatone Uno, colpita duramente dalla crisi e dalla concorrenza del settore. Dopo lo sciopero indetto domenica dai dipendenti della Mercatone Uno di Curtarolo, che si sono ribellati alla pretesa della proprietà di affrontare in dieci l'”assalto” di 3mila clienti accorsi per una svendita, martedì pomeriggio alle 16, davanti alla sede di Noventa, i sindacati hanno organizzato un sit in in solidarietà per chiedere chiarezza sul futuro occupazionale dei lavoratori padovani e veneti che rischiano di perdere la propria occupazione.

INCONTRO LAVORATORI. Del difficile momento discuteranno mercoledì mattina i lavoratori della Mercatone Uno di Tribano. Cristian Vicoletti, della segreteria provinciale Filcams Cgil, dichiara: “Chiediamo l'intervento della Regione Veneto e delle Istituzioni locali per sostenere la lotta dei lavoratori a tutela dei loro diritti e del loro futuro occupazionale. Rischiamo di perdere decine di posti di lavoro nella nostra Regione, con conseguenze drammatiche per tante famiglie che rimarrebbero senza risorse indispensabili per vivere dignitosamente”. 

I PASSI DELLA POLITICA. Solidarietà anche dal mondo politico con Piero Ruzzante, consigliere regionale del Pd: "Sulla loro situazione lavorativa ho già presentato un'interrogazione alla Giunta Regionale, nelle figure del presidente, Luca Zaia e dell'assessore al lavoro, Elena Donazzan, in cui ho chiesto alla Regione di fare tutto ciò che è nelle sue competenze - compreso convocare un tavolo di confronto per mettere dirigenti aziendali di fronte alle organizzazioni sindacali - al fine di chiarire i dubbi e i timori dei dipendenti, comprensibilmente preoccupati per la mancanza di informazioni sul loro futuro. La Regione ha il dovere di intervenire visto che poi costi sociali ed economici  di questa ennesima crisi ricadrebbero proprio su di essa. Zaia e la Donazzan si attivino, attraverso la convocazione di un tavolo istituzionale e facciano tutto ciò è possibile per chiarire i legittimi dubbi dei lavoratori".

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