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Lavoratori del comparto agricolo e forestale in agitazione, la protesta arriva in Regione

Lo scipero promosso da Cgil, Cisl e Uil in "difesa dell'occupazione ed in particolare per ottenere garanzie sulle 138 giornate lavorative pagate con risorse regionali"

I lavoratori a tempo determinato con contratto agricolo e forestale di Veneto Agricoltura (oggi A.V.I.S.P.) hanno deciso di manifestare martedì 7 marzo alle 10 davanti a Palazzo Balbi a Venezia per la difesa della propria occupazione ed in particolare per ottenere garanzie sulle 138 giornate lavorative pagate con risorse regionali.

DALLA REGIONE. I sindacati confederali che hanno promosso l'iniziativa denunciano: "La Regione del Veneto con il suo atteggiamento sembra non voler guardare alle tante voci di spesa che contribuiscono allo spreco di risorse pubbliche (ad esempio alcuni stipendi francamente esorbitanti di alcuni dirigenti) e sembra preferire non rinnovare contratti o ridurre il numero delle giornate lavorative a lavoratori precari (con contratto a tempo determinato) e con stipendi di poco superiori ai 1.000 euro mensili. Questa tipologia di lavoratori garantisce una flessibilità su tutto l’arco dell’anno pur essendo retribuita per poco più di 6 mesi di lavoro. Di fatto negli anni i lavoratori a tempo determinato con contratto agricolo e forestale di Veneto Agricoltura, non solo hanno subito la riduzione dello stipendio effettivo (per il blocco degli aumenti contrattuali), ma non hanno neanche visto il riconoscimento delle professionalità maturate o il pagamento del premio di produttività. A livello sindacale, con senso di responsabilità, inoltre non è stato rivendicato il turnover (nuove assunzioni a fronte di pensionamenti)".


"LE RISORSE CI SONO". I rappresentanti dei lavoratori continuano: "Fino ad oggi quindi si è cercato il dialogo con l’ente regionale e si è abbondantemente utilizzato il buon senso e la misura per trovare le soluzioni più adeguate ed eque per i lavoratori. Negli incontri di questi mesi la Regione ha dichiarato che le risorse economiche e i progetti ci sono. Allora perché le assunzioni stagionali dei dipendenti a tempo determinato non vengono garantite? Perché l’atteggiamento sembra mutare di volta in volta dall’indifferenza all’arroganza? Perché si umiliano i lavoratori (e le loro famiglie) con minacce di non assunzione o di assunzione senza l’applicazione di quelle regole costruite in tanti anni di positive relazioni sindacali? Non crediamo che sia vero risparmio quello operato ai danni dei lavoratori meno pagati e più precari. Chiediamo pertanto l’intervento dell’assessore competente quale segno concreto di una reale volontà di ripresa di un dialogo costruttivo e volto tanto alla salvaguardia dell’occupazione e delle tante professionalità, quanto a creare le condizioni per un reale e concreto sviluppo della nuova agenzia.

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