Sciopero nei magazzini dell'agroalimentare. Aspiag a Mestrino in stato di agitazione

La volontà è quella di arrivare quanto prima ad un accordo che preveda il superamento di quello vecchio e la ridiscussione di alcuni punti, anche cercando di trovare un terreno di mediazione

Riceviamo e pubblichiamo dopo lo stato di agitazione e sciopero nei magazzini dell'agroalimentare proclamato martedì ad Aspiag a Mestrino

Il comunicato

"Siamo oggi qui davanti, a seguito delle bugie e dei ricatti portati avanti dalla cooperativa Mg Service nella vertenza in atto nei magazzini Aspiag, Unicomm e MaxiD. Avevamo proclamato inizialmente lo stato di agitazione a seguito dell’incontro con i rappresentanti delle cooperative che ha portato ad una mancata condivisione e volontà di arrivare a eventuali accordi su alcuni punti. Nonostante ciò abbiamo creduto necessario provare a fare un passo avanti rispetto ad una situazione che rischiava di inasprire la vertenza. Così abbiamo richiesto un nuovo incontro da svolgere entro Martedì 11 Dicembre. Richiesta che non ha avuto nessuno responso, ma solo minacce ai lavoratori. Dopo l’accordo siglato ormai più di 2 anni fa e a cui avremmo già dovuto dare seguito, avevamo già avanzato delle richieste che andavano, dal nostro punto di vista, a “completare” il vecchio accordo. Crediamo che ancora oggi, oltre ad alcune richieste “migliorative”, anche per quanto riguarda il mero CCNL esistente, vi siano punti dello stesso che non risultano applicati".

Le retribuzioni

"La mancanza di retribuzione per quanto riguarda malattia e infortunio, per i (finti) soci di cooperativa, può dirsi oggi nel 2018, fuori tempo massimo e ai limiti della schiavitù? Secondo noi si! Crediamo che queste siano tematiche di fondamentale importanza, laddove ancora oggi, trincerandosi dietro la fantomatica figura del socio lavoratore, continuano ad essere negati diritti fondamentali per i lavoratori: non è ancora prevista la copertura per la carenza dell’infortunio, vi sono limitazioni per la malattia, non vengono consegnate le uniformi necessarie per chi lavora nelle celle con temperature estreme, vi sono molti lavoratori che nonostante svolgano mansioni per cui sarebbe previsto un aumento di livello sono ancora fermi a livelli inferiori, la maggiorazione legata alla sesta giornata. In ultimo, è per noi di fondamentale importanza introdurre forme di stabilizzazione per tutti quei lavoratori con contratti precari e che corrono il rischio di essere ricattati e tenuti sotto scacco di personaggi poco raccomandabili. I fatti di Belfiore, dove un nostro delegato è stato brutalmente picchiato rischiando la vita, solo per aver denunciato il caporalato presente anche in questi magazzini, ci dicono chiaramente che è il momento di dare un segno di discontinuità con il passato. Ciò detto ribadiamo la nostra volontà di arrivare quanto prima ad un accordo che preveda il superamento di quello vecchio e la ridiscussione di alcuni punti, anche cercando di trovare un terreno di mediazione tra le richieste fatte e le rimostranze delle società, cercando di ottemperare alle esigenze dell’azienda in termini di miglioramento della produttività".

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