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Gli scontri tra manifestanti e polizia (fonte Twitter @global_project)

Gli scontri tra manifestanti e polizia (fonte Twitter @global_project)

Sciopero sociale a Padova, scontri tra corteo e forze di polizia: feriti

Tensione tra i manifestanti e le forze dell'ordine, venerdì, nel corso della mobilitazione indetta dai sindacati contro il lavoro precario. Picco alle 11 in via Beato Pellegrino. Ferito anche il capo della squadra Mobile

Tensioni e scontri tra polizia e manifestanti, venerdì mattina, tra viale Codalunga e via Beato Pellegrino a Padova. Lo sciopero sociale, indetto dai sindacati,  ha raccolto un grosso numero di adesioni. Alle 11, la tensione è salita a picco. Ferito alla testa il capo della squadra Mobile, il vice questore aggiunto Marco Calì. Secondo quanto si è appreso, pare che al dirigente fossero caduti sull'asfalto gli occhiali e, nel raccoglierli, uno dei manifestanti gli avrebbe sferrato un calcio all'altezza dell'arcata sopracciliare destra. Feriti, sempre in maniera non grave, anche un altro dirigente della questura, il commissario capo Pasquale Scognamiglio, e altri tre agenti, ricorsi alle cure mediche dell'ospedale cittadino. Non si conosce, al momento, se ci siano dei feriti tra i partecipanti al corteo. Rabbia tra gli attivisti: "Manganellate contro chi vuole riprendersi la propria città".

LO SCONTRO. Gli scontri a Padova, avvenuti nella zona della sede universitaria di Palazzo Maldura, sono iniziati quando i manifestanti della prima fila del corteo sono apparsi con il volto coperto e con gli scudi, decisi a sfondare il cordone che le forze dell'ordine avevano creato per evitare che si raggiungesse la sede del Pd provinciale, in via Beato Pellegrino. Quando un gruppo di dimostranti ha deviato, raggiungendo lo sbarramento della polizia, gli agenti hanno serrato i ranghi, intimando una retromarcia. Invece i manifestanti, travisati, hanno tentato di sfondare la linea di sicurezza costringendo le forze dell'ordine a reagire con una carica. Gli agenti sono stati così bersagliati con lanci di sassi e di bottiglie. Il corteo ha deviato, dirigendosi verso il centro storico e quindi la prefettura, dove poi si è sciolto.

BIS IN SERATA IN PIAZZA. L'aria resta tesa, e in serata alle 19 in piazza delle Erbe è prevista un'altra manifestazione contro le ordinanze per la sicurezza emesse dal sindaco Massimo Bitonci.

COMMERCIANTI SUL PIEDE DI GUERRA. Intorno alle 13.30 alcuni commercianti del centro storico hanno chiesto un incontro con il questore, esasperati dal fatto che il corteo - autorizzato - dei manifestanti abbia reso "impossibile" il loro lavoro nella mattinata, di fatto bloccando il centro cittadino.

14N. Lo avevano annunciato. Anche Padova "incrocia le braccia" per il "14N", lo sciopero degli strikers contro il lavoro precario. "Sarà una mobilitazione coordinata in varie città, durerà 24 ore e sarà un momento per incrociare le braccia e scendere in piazza contro il governo Renzi e la riforma del mercato – ddl Poletti e Jobs Act – che sta rendendo il lavoro sempre più precario e ricattabile".

PADOVA "INCROCIA LE BRACCIA": Guarda il video

LO SCIOPERO SOCIALE. 24 ore di mobilitazione. Un appello che gli organizzatori dello sciopero sociale stanno lanciando da settimane. Le richieste: salario minimo, reddito di base e tutela dei beni comuni. "Uno sciopero del lavoro dipendente e del lavoro precario, di quello autonomo e della formazione, uno sciopero che vede come protagonisti tutti coloro che da ormai troppi anni subiscono la crisi".

IL CORTEO. In città si sono dati appuntamento alle 9 in piazza Antenore. Il corteo, partecipatissimo, è partito poco più tardi, sfilando tra le piazze, le sedi delle università e davanti a quella dell'Inps "nemico dei precari". Ci sono tutti, da Global Project, al centro sociale Pedro, a Bios Lab, a studenti e lavoratori precari che hanno deciso di scendere in piazza.

TENSIONI. "Il corteo autorizzato non basta agli strikers, si prosegue bloccando Padova", twitta il collettivo Bios Lab. Poco dopo sale la tensione tra i manifestanti e le forze dell'ordine. Alla fine di viale Codalunga, all'incrocio con via Beato Pellegrino, la polizia schierata con caschi, scudi e manganelli. Di fronte il serpentone, in strada per "bloccare la città". "Pesanti e ingiustificate cariche della celere" secondo i manifestanti, "manganellate contro chi vuole riprendersi la propria città", ma "il corteo prosegue i blocchi".

BITONCI. “Esprimo la mia solidarietà e quella di tutti i padovani al capo della mobile Marco Calì, ferito oggi ad un occhio, mentre faceva il suo mestiere - sono le parole del sindaco di Padova, Massimo Bitonci - tutti devono poter esprimere le proprie opinioni, anche in modo netto e scomodo. Nessuno però, nell'esercizio del diritto di parola, può tenere in ostaggio una città, occupare spazi pubblici o privati, impedire a chi vuole lavorare di farlo, aggredire le forze dell'ordine o accusarle di provocare. Mi auguro che i responsabili di quanto accaduto oggi a Padova siano individuati e puniti in modo esemplare. Questa è la città del dialogo, non sarà ostaggio di chi usa violenza”.

SAIA. “Marco Calì è uno dei migliori poliziotti d'Italia – dichiara l'assessore alla Sicurezza Maurizio Saia – sempre in prima linea contro l'illegalità. Lo ringrazio per il suo lavoro e gli esprimo la mia solidarietà per quanto accaduto oggi. È inaccettabile che nella confusione fratricida della sinistra ci rimettano la polizia e tutta la città. Gli scontri sono scoppiati quando un gruppo di manifestanti, fra i quali pare ci fosse il figlio di un esponente del Pd, ha cercato di avvicinarsi proprio alla sede del Partito Democratico – spiega Saia – i compagni farebbero meglio a chiarire in famiglia i propri dissapori, risparmiando a tutti questa vergogna”.

SORANZO. "Questa azione così brutale dimostra ancora una volta come alcune persone non abbiano nulla a che fare con la legittima protesta - la condanna del presidente della Provincia di Padova Enoch Soranzo - che dovrebbe essere sempre democratica e mai sfociare nella violenza. Mi trovavo fuori Padova e appena sono stato avvisato dei fatti accaduti ho immediatamente chiamato il questore Ignazio Coccia per sincerarmi delle condizioni dei feriti, e per comunicare il mio sostegno e la solidarietà. Credo fermamente nel diritto di manifestare, purché lo si faccia in modo democratico, sempre nel rispetto della legge e di tutti".

ZAIA. "Il confronto è il sale della democrazia - commenta il governatore del Veneto Luca Zaia - Seppur duro, sempre confronto deve essere. Quando si trasforma in scontro, allora vuol dire che sono saltate le regole della civiltà. Condanno quindi, senza se e senza ma, i fatti di violenza accaduti a Padova ed esprimo la mia totale solidarietà alla polizia e alle forze dell'ordine rimaste ferite".

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