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Sciopero provinciale dei vigili del fuoco a Padova: braccia incrociate il 28 aprile

I sindacati hanno organizzato la terza mobilitazione del personale operativo e amministrativo. Le ragioni della protesta

Sciopero provinciale dei sindacalisti di base dei Vigili del Fuoco di Padova che hanno organizzato la terza mobilitazione del personale operativo e amministrativo in meno di un anno.

Nuovo ricorso

Il comunicato dei sindacati: "Il nuovo ricorso alla mobilitazione è da imputarsi alla scarsa attenzione che viene posta dal dipartimento dei vigili del fuoco presso il ministero degli interni alla regione del veneto e in particolar modo al comando di Padova, che viene continuamente penalizzato sia sulla dotazione organica che sulla priorità di assegnazione di mezzi adibiti al soccorso tecnico urgente. Niente di nuovo se ricordiamo le precedenti giornate di sciopero, con adesioni totali del personale in servizio e che a parte tanti attestati di stima e solidarietà non sono, per il momento, sfociati in qualcosa di concreto. Una provincia come Padova che conta quasi un milione di abitanti, snodi ferroviari e stradali importanti, diverse aziende a rischio rilevante, non può fare affidamento su poco più di 30 vigili del fuoco in servizio distribuiti in 5 sedi provinciali, molte volte infatti si richiede il supporto da parte di comandi vicini che conseguentemente a ciò sguarniscono di copertura larghe fette di territorio".

Altre problematiche



"Aggiungiamo inoltre che a seguito dell’apertura del distaccamento di Abano Terme, era prevista l’assegnazione di 30 unità operative da parte del ministero mai arrivate. La sede centrale ha dunque sopperito distogliendo una squadra per consentire la piena operatività del distaccamento Termale. La prefettura di Padova e il Comando di Padova hanno segnalato il tutto al ministero dell’interno ma senza ottenere riscontro. Molte volte i vigili del fuoco sono costretti a sdoppiarsi per riuscire a portare gli automezzi necessari nella zona di intervento e, di fatto, una squadra di 5 unità (standard per consentire di operare in sicurezza) viene composta da 3 unità più 2. Oppure vengono inviate squadre ridotte in quanto gli organici non garantiscono la piena formazione delle squadre di intervento. Un pericoloso abbassamento degli standard operativi che mette a rischio l’incolumità degli operatori e la buona riuscita degli interventi. Segnaliamo inoltre un continuo viavai di dirigenti che tendono a far ricadere tutte queste difficoltà sul personale, continui spostamenti di sedi e di turni, l’incapacità di godere dei riposi e delle ferie e
l’ impossibilità a partecipare ai corsi di formazione. Il clima si è ulteriormente inasprito a causa del nuovo dirigente che considera un feudo il comando, dove lui tutto può, anche al limite del buon senso, conducendo il comando con medioevale politica per il quale nulla è materia sindacale e i lavoratori sono relegati a tappabuchi dell’amministrazione. Un comando dove il personale non allineato subisce ogni subdola intimidazione e i giannizzeri vivono bene. Con la presente siamo quindi ad invitarVi ufficialmente il giorno 28 aprile p.v. presso il Comando di Padova dove dalle ore 9 alle ore 13 avrà luogo un’assemblea alla quale siete invitati a partecipare".

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