Samira, il cadavere di Albarella non è della donna scomparsa. Ora si attende il dna

Domenica il ritrovamento di una salma ha riportato l'attenzione sul caso della 43enne marocchina. Gli indumenti sarebbero però stati riconosciuti dai familiari di un'altra persona

Alcune fasi delle ricerche di Samira El Attar

Non sarebbe Samira. Il condizionale è d'obbligo, ma sul fatto che il corpo restituito dal mare sull'isola rodigina di Albarella non appartenga alla 43enne scomparsa il 21 ottobre da Stanghella non ci sarebbero dubbi. E poche sono le speranze che non si tratti di Valentina Trolese, 63enne di Campolongo Maggiore di cui si sono perse le tracce due giorni prima di Samira. I familiari ne avrebbero riconosciuto gli indumenti, ma solo il test del dna potrà mettere la parola fine sulla vicenda.

Il ritrovamento

Il recupero di domenica pomeriggio ha permesso di identificare sommariamente un corpo di donna in avanzato stato di decomposizione, rimasta in acqua probabilmente per molti giorni. Queste la prime e uniche certezze, che fino a lunedì pomeriggio hanno fatto pensare al ritrovamento di Samira El Attar. Come da prassi sono stati attenzionati tutti i casi di donne che mancano all'appello nella zona. Oltre alla 43enne l'elenco contava anche il nome della veneziana Valentina Trolese. E sarebbero stati i suoi familiari a riconoscere alcuni degli effetti personali recuperati con il corpo.

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La scomparsa a Campolongo

L'ufficialità, è bene sottolinearlo, ancora non c'è e potrà arrivare solo in seguito agli accertamenti medico legali e al test del dna. Solo allora, e potrebbero volerci settimane, si saprà con certezza a chi appartengano le povere membra. Valentina Trolese, 63 anni, si era allontanata la mattina di sabato 19 ottobre dalla sua abitazione di Campolongo Maggiore ed era stata intensamente cercata anche nelle zone di Noventa Padovana e Piove di Sacco. Il luogo della scomparsa e quello del ritrovamento fanno ora pensare che il corpo, se davvro appartenesse alla veneziana, possa essere stato trasportato fino all'Adriatico dal fiume Brenta, che scorre poco lontano dal paese della donna. Da chiarire resta in ogni caso la causa della morte, oltre alla sua esatta datazione.

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