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Cronaca Este

Non c'è pace per Mauro Guerra e la famiglia, tra striscione tagliato e scritte cancellate

Alcuni episodi non collegati turbano in questi giorni i familiari del 33ennne ucciso mentre fuggiva da un Tso. Per una tragica coincidenza, il fratello minore ha ritrovato a scuola gli stessi carabinieri che quel giorno avevano prelevato Mauro da casa

Non c’è pace per la famiglia di Mauro Guerra. Una serie di episodi, evidentemente non legati tra loro, probabilmente occasionali, hanno messo in evidenza ancora una volta il dolore dei parenti. Nel giro di pochi giorni, settimane in realtà, si sono ritrovati ancor di più al centro di quell’incubo che li attanaglia da quel pomeriggio in cui il figlio 33enne perse la vita. Un Tso imposto ma mai ordinato da nessuno, i carabinieri che tentano di portare via Mauro, la fuga per i campi del giovane, uno sparo, la morte di lui. C’è un processo in corso su questa vicenda.

La scritta cancellata

Succede però che giusto qualche settimana il nipote più piccolo della famiglia si accorge di una scritta all’altezza della rotonda che porta da Deserto a Este: “Mauro vive”, c’è scritto. Sorpreso, il ragazzino ha dodici anni, lo comunica alla nonna la quale l’indomani decide di accompagnarlo a scuola per vederla insieme a lui. Ma la scritta non c’è più, cancellata. Ne sono rimaste altre, di molto vecchie, ma quella no. Ci sono due mani di vernice bianca che la coprono. Il ragazzino rimane un po’ turbato, domanda appunto perché di tutte le scritte proprio quella di Mauro sia stata coperta.

Lo striscione tagliato

Passano poi pochi giorni e papà Ezio scopre che il piccolo striscione messo all’entrata del campo dove il figlio ha perso la vita, è stato vandalizzato e tagliato. Con un coltello sembra. E’ una strada poco frequentata quella, la famiglia si chiede il perché di questo che è un evidente dispetto compiuto intenzionalmente.

I carabinieri a scuola

Ancora pochi giorni e il fratello piccolo di Mauro, 16enne, si trova coinvolto in una iniziativa concordata tra scuole e Arma dei carabinieri. All'incontro a scuola il ragazzino trova gli stessi uomini che aveva visto in casa sua che volevano portar via il fratello. I due erano legatissimi, hanno una importante differenza d’età. Per il più piccolo Mauro era un punto di riferimento. Uno shock fortissimo vissuto dal ragazzo, che ha manifestato dopo diversi giorni, quando i genitori vedendolo poco sereno hanno insistito per farsi dire cosa fosse successo.

Mamma Giusi

“Sono stata con il preside Bussi e il professor Bovo: sono stati pacatissimi e gentilissimi. Mi hanno detto che sono i vari corpi, dai carabinieri alla finanza fino ai vigili urbani che propongono queste attività nelle scuole. Sono loro che chiedono alla scuola di fare formazione rispetto a certe problematiche. Anche noi abbiamo sempre creduto in questo tipo di iniziative. Ma ciò che ci è successo a Mauro è inevitabile che abbia cambiato tutto, almeno rispetto al corpo dei carabineri. Mio figlio sedicenne si è trovato di fronte gli stessi carabinieri che sono venuti a casa nostra e che hanno causato la morte di Mauro. La responsabilità maggiore a nostro parere è del comandante Truglio. Lui c’era quel giorno, non poteva non sapere che il fratello piccolo di Mauro frequenta quella scuola. Se lo è ritrovato di fronte in classe e non è stato facile per lui. Sarebbe bastato avere dei piccoli accorgimenti. Questo ragazzo, mio figlio, è come tutti noi turbato da quella vicenda, la sua vita è cambiata da quel giorno. Ha visto morire suo fratello quel 29 di luglio. Credo che bisognava avere la sensibilità e l’attenzione dovuta, nei suoi confronti. Il preside Busso che da poco è arrivato nella scuola sono certa non fosse a conoscenza. Bisogna dire però che tanti degli inseganti non potevano non sapere. Noi non abbiamo mai chiesto dei trattamenti di favore per lui, vogliamo solo possa avere una adolescenza normale. Adorava Mauro, era il fratello minore. A scuola non va male per fortuna, ha qualche difficoltà fatalmente con economia, la materia in cui invece eccelleva il fratello Mauro, che si era appunto laureato in economia internazionale”.

Un caso unico

“Ho detto poi al preside - ha continuato la mamma di Mauro - che mio figlio rappresenta un caso isolato, perché non solo in questo istituto, ma in tutti gli istituti della provincia di Padova non c'è un altro ragazzo che abbia subito ciò che ha subito lui. Come si può non ricordare un fatto così clamoroso?”

La scuola non risponde

Contattata la scuola, il preside Bussi non ha risposto a una nostra semplice domanda e anzi ha palesato di non gradire affatto questa intromissione della stampa. Dal canto loro i carabinieri, anch’essi contattati, non possono commentare ma siamo certi di non commettere un errore nello scrivere che erano sorpresi, sia quelli di Este che al comando, quando gli abbiamo sottoposto la questione. Sembra non fossero a conoscenza che in quella classe ci fosse il fratello di Mauro Guerra.

Il sindaco di Este, Gallana

Chi non ci ha negato una risposta ufficiale è stata la sindaca Gallana di Este. Quando le abbiamo detto della scritta cancellata, è apparsa sinceramente stupita e anche dispiaciuta. Dopo un giro di telefonate all’ufficio tecnico ci ha contatto e spiegato che “è un’azione che si compie nel protocollo del decoro urbano quella di coprire le scritte. Lo si fa con quelle recenti solo per limitare questa pratica e per dare un segnale che va esclusivamente nella direzione del decoro. Il fatto di agire immediatamente su quelle che appaiono fa parte proprio di una procedura precisa. Devo ammettere che nello specifico non ero al corrente dell’accaduto e posso capire il dolore della famiglia. Da sindaco sono spesso a contatto con casi famigliari dolorosi e io ho molto rispetto del dolore delle persone, tanto che di queste cose non parlo volentieri. Per altre cose c’è la magistratura che sta facendo il suo corso quindi non voglio esprimermi. Ma davvero non abbiamo cancellato quella scritta per fare un dispetto alla famiglia o mirato a quella per chi lo sa quale motivo. E’ stata solo una coincidenza”.

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