Le scuole di lingua impossibilitate a lavorare perché agganciate alla chiusura degli altri istituti

Elena Morello, presidente delle scuole di lingue associate all'Ascom Confcommercio di Padova, ha evidenziato le storture di un sistema paese

Ha atteso, paziente, per ben due mesi, poi ha ritenuto che fosse doveroso uscire allo scoperto. Così Elena Morello, presidente delle scuole di lingue associate all'Ascom Confcommercio di Padova, in una lunga lettera prima sottoposta ai colleghi e poi veicolata all’ Associazione Nazionale Servizi Linguistici di Confcommercio, Federlingue, che già si è mossa con decisione a livello nazionale grazie alla sua Presidente, ha evidenziato le storture di un sistema paese che sembra fatto apposta per dividere tra figli e figliastri.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Disagio

«Con i colleghi locali e del consiglio nazionale di Federlingue - attacca Morello - condividiamo un disagio che, giorno dopo giorno, sta inasprendo gli animi e rischia, se non viene immediatamente gestito, di portare a conseguenze irreparabili». Il motivo è presto detto: agganciate alle scuole di ogni ordine e grado, le scuole di lingue sembrano avere solo i divieti di quelle e nessun vantaggio. «I nidi e la scuola dell'infanzia - continua la presidente – hanno giustamente avviato un dibattito, frutto senz'altro del fatto che anche quelle scuole, come le nostre, sono spesso attività economiche private che per sopravvivere hanno bisogno di lavorare e svolgono al contempo un importante ruolo sociale. Per il resto, però, a parte qualche disquisizione sugli esami e le Università, il tutto viene rinviato senza troppi patemi a settembre. Evidentemente ragionare per macro-categorie fa pensare di aver compiuto sufficientemente il proprio dovere. Abbiamo bisogno di vedere regolamentati gli spazi, le affluenze, il numero di addetti / studenti, gli eventuali turni di lavoro visto che lavoriamo (lavoravamo) per oltre 8 ore al giorno e spesso anche il fine settimana, aspetto questo che mette in luce anche la necessità di rivedere la contrattazione nazionale cui facciamo capo, richiamata di recente proprio per poter addire alla cassa integrazione per i nostri dipendenti con non poche difficoltà».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Zaia: «Questa cosa non dura due settimane, abbiamo un progetto che arriva a maggio 2021»

  • Coronavirus, il prof. Ursini difende Andrea Crisanti: «Parole sgradevoli dal professor Palù»

  • Coronavirus, Zaia: «Ho l'impressione che questo Dpcm sia solo un "riscaldamento a bordo campo"»

  • A piedi lungo la tangenziale, giovane viene investito all'alba: è grave

  • Incidente a Legnaro, investito un pedone sulle strisce: portato in ospedale con codice rosso

  • Coronavirus, Zaia: «Entro lunedì una nuova ordinanza con restrizioni leggere anti-assembramenti»

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
PadovaOggi è in caricamento