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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Assalto No pass alla sede Cgil di Roma, quelle padovane restano aperte in segno di solidarietà

Nella giornata di domenica 10 ottobre è atteso anche il sindaco Sergio Giordani nella sede cittadina di via Longhin. Sabato parte del corteo No pass, al seguito di Forza Nuova, ha distrutto gli interni della sede romana del sindacato

Le sedi padovane della Cgil rimarranno aperte tutto il giorno in segno di solidarietà per quanto accaduto a Roma. Il sindaco Sergio Giordani è atteso nella sede centrale di via Longhin.

Cgil

Nella serata di sabato 9 ottobre a Roma si è svolta l'ennesima manifestazione No pass. Doveva essere una protesta statica. Invece ha preso il sopravvento la violenza. Una parte del corteo ha assaltato la sede centrale della Cgil, distruggendo tutto, devastando tutto. A capo della sommossa è stato riconosciuto Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova. Un episodio che ha scosso profondamente l'ambiente sindacale e politico per la violenza e l'aggressività. Per questo le sedi della Cgil padovane resteranno aperte tutta la giornata di oggi, 10 ottobre. «Sono agghiaccianti le immagini dell'assalto squadrista alla nostra sede nazionale. In tanti hanno rievocato gli anni '70. È molto peggio - ha detto Christian Ferrari, segretario generale della Cgil Veneto- Quanto accaduto riporta piuttosto alla memoria gli anni '20 del secolo scorso, il fascismo alle sue origini e gli attacchi alle Camere del Lavoro. Qui in Veneto avevamo già avuto diverse avvisaglie, con le intimidazioni e le minacce alle nostre sedi. Organizzeremo la massima vigilanza e prepareremo una riposta di popolo adeguata alla portata dell'attacco che abbiamo subito. Si comincia domani mattina, con l'assemblea generale nazionale convocata davanti alla Cgil a Roma, in corso d'Italia. La Cgil del Veneto ci sarà. E ci saremo da lunedì nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, a difendere le persone che per vivere hanno bisogno di lavorare, a convincerle a vaccinarsi per tutelare la loro sicurezza e la salute pubblica. Non ci faremo certo intimidire dai nostalgici della fase più buia della nostra storia». A Padova la Cgil era già stata presa di mira.

Cisl

«Evidentemente c’è chi ha interesse a strumentalizzare la paura e il risentimento diffuso dopo più di un anno e mezzo di pandemia per destabilizzare il Paese e creare un clima di spaccatura e conflitto nella società - commenta Gianfranco Refosco, segretario generale regionale di Cisl Veneto - In questa delicata situazione, è il momento dell’unità di tutte le forze democratiche, a partire dal sindacato che è uno dei primi bersagli, perché è un vero e diffuso presidio di libertà, pluralismo, democrazia e partecipazione reale di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati». Per questo Cgil Cisl Uil hanno già convocato una grande manifestazione per il prossimo 16 ottobre a Roma, in nome della coesione sociale e della democrazia e contro i tentativi sovversivi e di destabilizzazione. «Ci aspettiamo però anche una presa di posizione chiara e non ambigua da parte di tutti i partiti politici del Veneto – sottolinea ancora Refosco – di netta condanna agli attacchi fascisti ed eversivi in corso e di decisa promozione della coesione democratica del Paese. L’uscita dalla pandemia può essere vicina, e la piena ripartenza dell’economia e dell’occupazione è a portata di mano. Vanno però respinti con fermezza tutti gli atti violenti ed eversivi, e isolati quanti stanno cavalcando le difficoltà di lavoratori e pensionati per tentare di destabilizzare la nostra società».

La politica 

«Piena solidarietà alla Cgil e al segretario Landini per l’aggressione squadrista ieri a Roma. L’assalto alle sedi sindacali è un attacco alla democrazia, che va respinto con fermezza - è la netta condanna dei consiglieri regionali del Partito Democratico (con il capogruppo Giacomo Possamai e i colleghi Jonatan Montanariello, Anna Maria Bigon, Vanessa Camani, Andrea Zanoni e Francesca Zottis) - Un atto del genere non ha niente a che vedere con il dissenso, pienamente legittimo in democrazia e ci riporta indietro di un secolo. Serve una risposta forte delle istituzioni, a guidare l’assalto c’erano nomi noti da troppo tempo e non possiamo tollerare oltre: è giunto il momento di sciogliere le organizzazioni neofasciste». Anche il presidente della Provincia, Fabio Bui, è intervenuto: «I gravi episodi di Roma non sono figli legittimi delle proteste dei "no vax" che ogni sabato invadono le piazze creando disagi, ma ne sono una delle conseguenze, vista la radicalizzazione progressiva che quelle manifestazioni stanno via via assumendo - ha commentato - Gli scopi sono diversi , e ciò si rende esplicito nelle dichiarazioni o nei silenzi di chi vuole oggi confinare ad un gesto di quattro imbecilli le violenze di Roma. Gli "squadristi" che ieri hanno dato prova della loro capacità, si alimentano proprio con la comprensione e il sostegno di una parte precisa della politica italiana. Nel mentre i vaccini stanno risollevando il nostro paese dal periodo più buio della storia, si offre sponda a coloro che non vogliono guardare avanti, ma preferiscono mantenere le proprie rendite di posizione a discapito di un paese provato, che non può permettersi proprio ora di fermare il treno in corsa della ripartenza».

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