A sei anni lotta contro la leucemia: il viaggio dalla Serbia a Padova per curarsi

La piccola paziente è giunta dalla Serbia all’inizio della scorsa settimana, accompagnata dalla madre, ed è stata accolta dal team della Radioterapia dello IOV guidato dal dottor Luigi Corti

Cure salvavita che superano i confini nazionali, oltre l’emergenza Coronavirus in corso nel mondo. Una bambina di sei anni è arrivata all’aeroporto Marco Polo di Venezia, a bordo di un volo speciale messo a disposizione dal governo serbo, per sottoporsi ad un trattamento urgente di radioterapia “total body” all’Istituto Oncologico Veneto - IRCCS. La bimba, affetta da leucemia linfoblastica acuta, nei prossimi giorni dovrà affrontare il trapianto di midollo osseo nel suo Paese d’origine e il ciclo di radioterapia rappresenta una fase cruciale della cura. La piccola paziente è giunta dalla Serbia all’inizio della scorsa settimana, accompagnata dalla madre, ed è stata accolta dal team della Radioterapia dello IOV guidato dal dottor Luigi Corti.

Cure personalizzate

Dopo un attento studio del quadro clinico, la paziente ha ricevuto un ciclo di cure personalizzate nell’edificio della Radioterapia IOV sito in via Giustiniani. La bambina nel corso della settimana è stata sottoposta a sei sedute di Total Body Irradiation (TBI) con macchinari di ultima generazione, che le consentiranno di procedere poi con il trapianto di midollo in Serbia. Il trattamento salvavita garantito dallo IOV è andato a buon fine e la bambina è potuta tornare a casa nei giorni scorsi anche grazie alla collaborazione del governo serbo. Il caso è stato seguito personalmente dal responsabile della Radioterapia pediatrica, il dottor Giovanni Scarzello. L’iniziativa rientra in un accordo in essere già da diversi anni tra il "Mother and Child Health Care Institute of Serbia" e l’Istituto Oncologico Veneto per fornire a questi piccoli pazienti in attesa di trapianto di midollo osseo la possibilità di avvalersi di un condizionamento comprendente la radioterapia. Parallelamente esistono numerosi progetti di collaborazione con vari Paesi per assicurare a tutti i bambini che si ammalano di tumore l'accesso a cure avanzate, non ottenibili nella nazione d'origine.

Viaggio

«Nonostante l’epidemia di Coronavirus, in questi mesi la Radioterapia dello IOV non si è mai fermata – affermano il dottor Corti e il dottor Scarzello - La bambina era attesa a Padova ad aprile, ma il viaggio in ambulanza non è stato possibile a causa delle restrizioni in vigore durante l’emergenza sanitaria e a causa della chiusura dei confini nazionali. Per questo motivo abbiamo aderito alla proposta di un ponte aereo organizzato dal centro trapianti di Belgrado, che si è dimostrato sin da subito collaborativo».

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