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Individuato il covo degli spacciatori a Padova, la polizia locale mette i sigilli alla struttura

Il locale in via Bernina oltre ad essere destinato ad uso ufficio era in pessime condizioni igieniche. All'atto dell'esecuzione sono stati trovati dentro all'appartamento 4 cittadini tunisini clandestini e della sostanza stupefacente

Gli uomini del reparto polizia giudiziaria-nucleo conflitti abitativi della polizia locale di Padova coordinati dalla procura della Repubblica hanno dato esecuzione nella mattinata di mercoledì ad un decreto di sequestro preventivo disposto dal Gip del Tribunale di Padova di un'immobile situato in via Bernina parte di un edificio più ampio, che veniva utilizzato da una cittadina marocchina di anni 54 residente a Padova in qualità di conduttrice, al fine di trarre ingiusto profitto, per dare alloggio a molti cittadini magrebini clandestini, pregiudicati, spacciatori, espulsi dal territorio nazionale, alcuni appena usciti dal Carcere, con una media di 8-9 persone a notte per un importo pro capite che variava giornalmente dai 10 ai 15 euro per un posto letto.

I fatti

Il locale oltre ad essere destinato ad uso ufficio era in pessime condizioni igieniche. All'atto dell'esecuzione sono stati trovati dentro all'appartamento 4 cittadini tunisini clandestini e della sostanza stupefacente. L'attività investigativa è iniziata su segnalazione di alcuni cittadini stranieri trovati in una casa che veniva usata come ricovero di fortuna per immigrati clandestini, che riferivano il fatto e con un sopralluogo da parte degli agenti della squadra che veniva effettuato agli inizi di ottobre dello scorso anno. Nella circostanza venivano trovate persone clandestine e alcuni minorenni oltre che sostanza stupefacente ad uso personale. Iniziava perciò un'indagine strutturata con servizi di appostamento durante i quali si rilevava che l'indagata ormai da diverso tempo, era dedita ad una attività abusiva, affittando a cittadini stranieri clandestini tra cui minorenni l'immobile, facendosi pagare per ogni singola notte di permanenza nell'alloggio di cui aveva la disponibilità, introitando, a seconda del numero delle persone che riusciva ad ospitare una somma che sicuramente non era inferiore a 80 euro a notte. Tutto ciò veniva confermato anche dalle persone trovate dentro l'appartamento nelle diverse ispezioni compiute. Si constatava che l'attività dell'indagata si concretizzava nel dare ospitalità a cittadini stranieri che necessitavano di trascorrere le notti fredde invernali di questo periodo, soprattutto a favore dei soggetti che gravitano nell'area della Stazione Ferroviaria, dell'Arcella e del Cavalcavia Borgomagno del Comune di Padova, laddove vi è un'alta concentrazione di persone dedite ad attività di spaccio di droga.

Le indagini

In particolare dalle indagini e dalle ispezioni emergeva che: le persone rinvenute all'interno del citato immobile erano tutte extracomunitarie e nella totalità sprovviste di regolare permesso di soggiorno, alcune con precedenti specifici per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, e decreti di espulsioni a loro carico. L'indagata dava alloggio agli extracomunitari anche minorenni e approfittava della loro situazione di irregolarità dando un nascondiglio e un ricovero per la notte. Quelli che non si rivolgevano a lei direttamente presso l'immobile in questione venivano contattati sempre da lei o da suo collaboratori in un Bar dove si recava spesso per accaparrasi i “clienti”. Riceveva denaro per l'alloggio notturno da circa 7/8 persone per notte. Extracomunitari irregolari che si avvicinano alla struttura tra le 22 e le 4 del mattino, telefonandogli, lei si affacciava alla finestra e lanciava le chiavi per permettere l'apertura del portoncino di ingresso e quindi l'accesso ai locali di cui aveva la disponibilità. All'interno dei locali nel primo sopralluogo era stata trovata dopo l'ispezione anche sostanza stupefacente, facendo presumere, che venisse utilizzata all'interno dei locali e ciò alla presenza anche di minorenni. Verso la fine di novembre su disposizione del P.M. che coordina le indagini, è stata fatta un'ulteriore ispezione a seguito della quale sono state trovate all'interno 6 persone straniere. Malgrado ciò la donna ha continuato ad ospitare extracomunitari all'interno dell'immobile nelle giornate successive dimostrando perciò un comportamento recidivo. La palazzina è di proprietà di un società immobiliare che ha affittato da un'altra società, ambedue risultano estranee ai fatti, in quanto risultava che l'indagata non aveva contratto di locazione e occupava abusivamente il locale.

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