Finanza, giocattoli e materiale informatico non sicuri: sotto sequestro 36mila articoli

Due distinti interventi delle fiamme gialle di Padova: il primo all'interno del Centro Ingrosso Cina di corso Stati Uniti, il secondo in un ingrosso nella vicina via Cile

La merce sequestrata dalla Guardia di Finanza

Giovedì, nel corso di due distinti interventi, il primo all’interno del Centro Ingrosso Cina di corso Stati Uniti, il secondo in un ingrosso nella vicina via Cile, la Guardia di Finanza di Padova ha sequestrato oltre 36mila articoli non sicuri, tra giocattoli e materiale informatico ed elettrico.

SEQUESTRI AL CHINA INGROSS. Nell’ambito del quotidiano controllo economico del territorio, le fiamme gialle hanno riscontrato, all’interno del China Ingross, la commercializzazione, ad opera di un imprenditore di nazionalità pakistana, di materiale informatico ed elettrico di vario genere, tra cui adattatori, carica batterie per cellulari, cavi tv, penne touch, cavi in fibra ottica ed altri accessori per telefonia e informatica. I prodotti, circa 24.500, sono stati sequestrati per violazione del “codice del consumo”, in quanto sprovvisti delle indicazioni su distributore e importatore in Italia, nonché delle prescritte avvertenze ed istruzioni in lingua italiana. 

GIOCATTOLI "PERICOLOSI". Successivamente, i militari hanno continuato il loro servizio in un’area poco lontana dal C.I.C., in via Cile, anch’essa destinata al commercio all’ingrosso di materiale di vario genere, dove sono stati individuati e poi sequestrati oltre 11.500 giocattoli destinati a minori anche di piccola età, commercializzati da un cinese in violazione della normativa vigente in materia di sicurezza dei giocattoli. Tra gli articoli tolti dal commercio, giochi di società, pupazzetti in legno, libricini per bambini in gomma e materiale plastico e altri balocchi di vario genere, anche di piccole dimensioni. I giocattoli erano privi delle indicazioni obbligatorie sulla composizione e le modalità d’uso, nonché della certificazione “CE”.

DA INIZIO ANNO. In entrambi gli interventi, la Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro della merce, che verrà ora sottoposta a specifici accertamenti per accertarne l’effettiva pericolosità. Dall’inizio dell’anno, tra Padova e provincia, sono poco meno di 4,4 milioni gli articoli sequestrati dalle fiamme gialle perché non sicuri o contraffatti.

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ASCOM. "Il mio rischia di diventare un mantra, ma non vedo come si possa fare altrimenti: il China Ingross e gli altri esercizi che commercializzano prodotti contraffatti e pericolosi, vanno chiusi. Questa deve diventare la priorità delle istituzioni e se il Comune, come il sindaco Massimo Bitonci ha più volte dichiarato, metterà i sigilli, noi saremo al suo fianco". Così il presidente dell'Ascom Padova Patrizio Bertin ha commentato l'ennesimo sequestro nei confronti di quella che definisce la "cittadella dell'illegalità": "L’azione della Guardia di Finanza e delle altre forze dell’ordine - ha aggiunto - è ammirevole e nei loro confronti va tutto il nostro apprezzamento anche se comprendiamo che la loro battaglia, se non suffragata da provvedimenti coercitivi definitivi, rischia di poter essere paragonata al tentativo di svuotare il mare con un cucchiaino".

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