Bramini,consulente del governo: "Ivan poteva essere mio figlio: aiutare questi ragazzi"

L'ex imprenditore, fallito a causa di uno Stato che non pagava le sue commesse e sfrattato poi in seguito alla legge 560, interviene sulla crisi economica e sull'ennesima tragedia veneta: "500mila famiglie e aziende perderanno tutto quest'anno, lavoro per loro"

Sergio Bramini e l'azienda di Ivan Vedovato

Sergio Bramini, nelle prossime ore a Padova per partecipare ad una trasmissione televisiva, è salito alla ribalta delle cronache locali e nazionali a causa di uno Stato che non pagava le commesse alla sua azienda, mandandolo in fallimento, e per aver perso anche la casa a seguito dello sfratto eseguito sulla base della legge 560, che prevede lo sloggio prima della vendita forzata.

"Poteva benissimo essere mio figlio"

Oggi Sergio Bramini lavora per il governo come consulente, impegnandosi proprio per aiutare gli imprenditori come lui vessati dalle difficoltà economiche. Il caso del 24enne di Trebaseleghe, Ivan Vedovato, morto suicida anche perchè schiacciato dai debiti della ditta di famiglia, non lo ha lasciato indifferente e ai nostri microfoni dice: "Sono anni che non dormo la notte. Io ho tre figli: Ivan, poteva benissimo essere uno di loro. In seguito alla morte del padre ha avuto un carico insostenibile per lui da affrontare in azienda. Io personalmente mi sto impegnando con tutte le mie forze per fare in modo di aiutare le centinaia di migliaia di famiglie che sono in difficoltà a causa della crisi economica e finanziaria. La situazione è drammatica. Purtroppo in pochi lo dicono: ma sono 500mila quelle famiglie e aziende che perderanno tutto entro quest'anno. Famiglie che verranno sfrattate per effetto della legge 560 che ha colpito anche me. Le agenzie di recupero crediti chiederanno il conto in poco tempo: occorre fare qualcosa al più presto possibile altrimenti assisteremo ad una rivoluzione d'ottobre: o si comprende questo anche ad alti livelli o veramente si rischia grosso". Il Veneto, ricordiamo, vanta il triste primato di un 24,8% di suicidi a livello nazionale.

"Abrogazione 560: ci mettono i bastoni fra le ruote"

Bramini, ci aggiorna, infine, sulla questione dell'abrogazione della legge 560: "E' un lavoro lungo e faticoso. A livello politico ci sono freni evidenti, qualcuno ad esempio ha voluto che non fosse inserita nel decreto Milleproroghe: ci sono persone con cui mi rapporto che non fanno gli interessi del popolo. Ad esempio anche nel nuovo governo ci sono funzionari messi nei dicasteri da chi detiene il potere finanziario: questo complica notevolmente il lavoro. Il 15 settembre apriremo l'ennesimo tavolo di trattative insieme al senatore Paragone, che si occuperà anche del rapporto con le banche, vigilando su un eventuale aumento dei mutui che qualcuno, minacciosamente, ha ventilato. Di Maio mi pare usare molto di più il fioretto, Salvini va di spada: ecco in certi casi, come questo, occorre essere più decisi. Nella mia missione sono ispirato solo da una cosa: aiutare 150mila persone che gridano aiuto. Mi hanno chiesto di fermare la petizione 560: non lo farò mai, dire di no a me è come dire di no a loro".

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