Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca Piazze / Via Roma

Allontanati ai tempi di Napoleone Tornano a Padova i Servi di Maria

Sono passati 207 anni da quando l'ordine fu costretto ad abbandonare la città. I sacerdoti saranno ospitati dalla stessa chiesa che li accolse secoli prima. Una messa di bentornato sarà celebrata il 6 settembre alle 18.30

Dopo 207 anni di assenza i Servi di Maria tornano a Padova, in quella stessa chiesa che li aveva accolti nel XIV secolo, Santa Maria dei Servi in centro città. Una notizia in controtendenza, se si pensa alle numerose riduzioni e chiusure di case religiose: "Il 'ritorno' dei Servi a Padova - dichiara in una nota la Diocesi - segna un elemento positivo e anche il recupero di un’altra forma di presenza religiosa in città".

LA MESSA. L’appuntamento è per sabato 6 settembre, alle 18.30, nella chiesa dei Servi, in via Roma. Il vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo presiederà la concelebrazione. Accanto a lui ci saranno il priore provinciale Veneto fra Lino Maria Pacchin e il priore provinciale dell’India, fra Susaimani Maria Arokiasamy.

IL RITORNO. La chiesa dei Servi, le cui strutture e proprietà rimarranno della parrocchia, sarà gestita da una comunità di padri che si integreranno e collaboreranno con la pastorale cittadina, anche in vista della prossima costituzione dell’unità pastorale della cattedrale, prevista per il 5 ottobre 2014. La collaborazione con i religiosi sarà definita da un’apposita convenzione tra la Diocesi di Padova, la parrocchia dei Servi e la provincia veneta dei Servi di Maria. La comunità sarà costituita da un religioso con funzione di parroco, padre Cristiano Maria Cavedon, e da due sacerdoti di origine indiana.

L'ALLONTANAMENTO DA PADOVA. Il ritorno dei religiosi ai Servi è un tornare alle origini per questa chiesa cittadina, che venne costruita a partire dal 1372 per volontà e impegno di Francesco I da Carrara e per l’interessamento di sua moglie Fina dei Buzzacarini, sul luogo dove alcuni anni prima erano state abbattute le case di Nicolò da Carrara, considerato il traditore della città. Fina Buzzacarini morì prima che la costruzione venisse ultimata e il figlio, Francesco Novello, nel 1392, presumibilmente per tener fede ai desiderata della madre, donò la chiesa all’ordine dei Servi di Santa Maria. Ma l'ordine fu costretto a lasciare Padova a seguito delle soppressioni Napoleoniche di inizio Ottocento.

LA STORIA. L’ordine dei Servi di santa Maria, sorto nel 1245/47 sul Monte Senario, in provincia di Firenze, ad opera di un gruppo di penitenti laici, detti appunto “servi di santa Maria” (i sette santi fondatori), era stato inizialmente improntato alla contemplazione e alla povertà di vita e dedito a un particolare servizio alla madre del Signore. Si era poi aperto, avvicinandosi alle città comunali del tempo in pieno sviluppo economico, demografico e politico, ad attività di carattere liturgico-pastorale, analoghe, anche se non sempre identiche, a quelle degli ordini mendicanti-apostolici (confessione e sepolture dei fedeli ma non predicazione), espletate in chiese divenute poi pubbliche dedicate a Santa Maria e centrate sull’icona della Madre col Bambino. La sua espansione tra il 1250 e il 1274, avvenuta in particolare sotto il priore generale san Filippo Benizi (1267-1285), aveva interessato una ventina di città maggiori, medie e anche minori, spesso sedi vescovili, del centro Italia, a partire da Firenze e da Siena, raggiungendo l’Emilia e il nordest della Germania. A partire dal 1304, anno di approvazione definitiva della legislazione dell’ordine e fino al 1348/49, l’espansione dei Servi divenne più rapida. A Padova i Servi di Maria arrivano nel 1392 con la donazione della chiesa fatta costruire da Francesco I da Carrara su quella che un tempo era un’arteria di inteso traffico cittadino e lontana da altre chiese mendicanti.

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