Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Emergenza abitativa a Padova Rischio sfratto per 1038 famiglie

I dati 2013 del ministero dell'Interno preoccupano la Cisl Veneto. 5mila i nuclei familiari che rischiano di essere messi sulla strada. Nella nostra città si registra il +8% rispetto al 2012. Speranza nei sussidi alla Regione

Anche il 2014 si sta delineando come anno di emergenza abitativa per migliaia di famiglie a basso reddito che vivono in affitto da privati, a comunicarlo è la Cisl Veneto, sulla base dei dati (ancora provvisori) pubblicati nei giorni scorsi dal ministero degli Interni nella nostra regione. A rischio sfratto almeno 5mila famiglie, di cui 1.038 a Padova, che registra un +8% rispetto al 2012.

SFRATTI IN AUMENTO NEL 2013. Gli sfratti eseguiti nel corso del 2013 sono più di 2mila: il 20% in più rispetto all’anno precedente. Il giudice ha emesso lo sfratto ( il 15% in più sul 2012) per 5.199 famiglie, concentrate tra Verona, Vicenza e, appunto, Padova. Ciò che si conferma è che la grandissima parte degli sfratti è determinata dalla morosità dell’inquilino, cioè dalla sua incapacità a pagare il canone di affitto. Una tendenza in atto dal 2009, effetto, tra i più drammatici, della crisi occupazionale e della conseguente perdita di reddito.

TASI. Certamente non renderà la vita più facile a chi vive in affitto e già fatica a pagare la rata mensile l’obbligo, in vigore da quest’anno, di pagare direttamente anche una parte della Tasi (la percentuale è a discrezioni del singolo Comune). Consolazione per molti inquilini il posticipo a fine anno della scadenza, visto che gran parte dei Comuni veneti non ha ancora deliberato in merito.

SUSSIDI ECONOMICI. Un segnale positivo arriva invece sul fronte dei sussidi economici. Dopo due anni di sospensione torna disponibile il Fondo Affitti con una plafond nazionale di 100 milioni di euro di cui, al momento, solo la metà assegnati. Fresco di firma il decreto del ministero delle Infrastrutture che ripartisce tra le Regioni i primi 50 milioni: al Veneto ne spettano poco più 3,3 (destinati quindi a raddoppiare con la ripartizione della seconda tranche). Poi ci sono, sempre a livello nazionale, altri 36,7 milioni che dovrebbero andare direttamente nelle tasche di chi è sotto sfratto per morosità “incolpevole”, determinata cioè dalla perdita del lavoro o da gravi avvenimenti famigliari. Il Veneto dovrebbe beneficiarne per alcuni altri milioni di euro.

IN PIAZZA IL 27 GIUGNO. Per il segretario del Sicet regionale, Antonio Ceron, il problema però è quello di fare presto: “Il governo è in gravissimo ritardo nella assegnazione sia dei secondi 50 milioni che di tutti i 36,7. Poi spetterà alla Regione Veneto integrare con risorse proprie il fondo e procedere al bando e quindi alla erogazione dei contributi. Più tempo passa meno efficace sarà l’aiuto che è già modesto. Per questo il prossimo 27 giugno saremo in piazza”.

ALLOGGI ATER. Ma c’è un’altra importante scadenza che riguarda la Regione Veneto: entro fine mese deve inviare al ministero delle Infrastrutture l’elenco degli alloggi Ater che, con piccoli interventi di sistemazione e ristrutturazione, possono tornare disponibili per essere assegnati. “Per questi interventi abbiamo ottenuto dal governo - spiega Massimo Petterlin, padovano e segretario nazionale del sindacato inquilini della Cisl - un fondo di oltre 567 milioni di euro. Un toccasana perché se ben speso potrà rimettere in condizioni di uso migliaia di alloggi popolari, anche in Veneto”.

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