Cronaca

Adl Cobas evitano lo sfratto di Mohammed, Sarah e dei 3 figli

Lui lavorava in un albergo di Venezia poi chiuso a causa del Covid. Tutto rinviato a settembre, ma nel frattempo sale l'ombra del razzismo: «Stanno cercando una nuova casa, ma nessuno vuole persone di origine straniera». Oggi incontro in Prefettura dell'assessora Nalin con cui si è concordato un tavolo permanente sul tema con Grassi

Manifestazione contro lo sblocco degli sfratti

Adl Cobas evita (per ora) uno sfratto di una famiglia con 3 figli piccoli. Mohammed e Sarah sono di origini tunisine ma nati in Italia. Non sono riusciti a pagare l'affitto per un anno e mezzo dopo la chiusura dell'albergo a Venezia dove lavorava l'uomo. Un anno e mezzo di cassa integrazione con una busta paga a Zero ore e il pagamento dell'ammortizzatore sociale da parte dell'Inps con grossi ritardi e di poche centinaia di euro hanno fatto il resto, lasciando alla famiglia solo i fondi utili solo a cibo, scuola e bollette.

Il rinvio

Lo sfratto era previsto ieri 7 luglio, ma grazie all mediazione di Adl Cobas e la determinazione degli inquilini è stato rinviato al 13 settembre: «Oltre a questo siamo riusciti a proporre una possibile risoluzione della vicenda con la stipula di un nuovo contratto a fronte dell'impegno anche dell'amministrazione di saldare parte della morosità ed aiutare in futuro integrando il pagamento del canone» spiegano da Adl Cobas «una lotta concreta che impatta direttamente contro lo sblocco degli sfratti imposto dal governo e che rilancia in avanti la lotta per il diritto alla casa, consci del fatto che il blocco degli sfratti lo dobbiamo praticare insieme, nei picchetti e nei presidi, e non limitarci a sterili richieste a istituzioni che preferiscono di gran lunga spendere miliardi di euro nel cohousing privato e smantellare sempre di più il patrimonio pubblico».

Il razzismo

«Una situazione in cui tantissimi lavoratori si sono trovati negli ultimi 2 anni di crisi. Ora, con le riaperture, l'albergo ha riaperto i battenti e Mohamed sta ricominciando a lavorare» annunciano da Adl Bobas. Questo però potrebbe non bastare. Da quando è alla ricerca di una nuova abitazione, la famiglia sta avendo solo porte in faccia: «Dobbiamo purtroppo constatare che nel mercato privato la possibilità per una famiglia di origine straniera è quasi pari a zero. Agenzie e proprietari ammettono candidamente di non volere cittadini di origine straniera».

L'amministrazione

Da quando c'è stato lo sblocco degli sfratti circa 250 famiglie residenti a Padova rischiano di rimanere in strada. Per questo l'amministrazione Giordani ha messo sul piatto 1 milione di euro da utilizzare in parte per coprire gli affitti arretrati, ma innanzitutto per politiche abitative efficaci. Famiglie che si sono trovate nelle condizioni di non poter pagare l’affitto e che ora rischiano di trovarsi senza un tetto: «I soldi saranno dedicati alle politiche abitative, ma in questo particolare momento storico definiremo assieme a tutti gli attori come utilizzarli» aveva spiegato l'assessora al sociale, che proprio oggi ha avuto una riunione in Prefettura sul tema «ma dobbiamo sempre ricordare che dietro ai numeri, ai provvedimenti di legge, alle statistiche sulle disuguaglianze, ci sono volti e le storie di moltissime persone e a noi sta il compito di trovare soluzioni concrete per garantire loro un futuro dignitoso». Dopo l'incontro con il prefetto Raffaele Grassi, si è deciso di convocare un tavolo permanente sul tema.

Next to me

Per casi del genere esiste da poco il progetto “Nex to me”, che ha avuto inizio a Marzo 2021 e che proseguirà fino Giugno 2022. Vede capofila il comune di Padova assieme ai comuni di Abano Terme, Cadoneghe, Montegrotto Terme, Piove di Sacco, Rubanoe Torreglia e sostenuto da Università degli Studi di Padova, Prefettura di Padova, Centro Provinciale per l'istruzione degli adulti, Centro per l'impiego di Padova ma anche Unione Inquilini, Cooperative, sindacati e associazioni ma anche la Chiesa di Padova, Camera di Commercio di Padova, Ulss 6 Euganea ma agenzie e operatori immobiliari. Tutti insieme formano la rete, aperta ad ulteriori adesioni di agenzie, operatori immobiliari e associazioni. Mira a facilitare l’accesso ad un alloggio alle famiglie che hanno difficoltà a trovarlo sul libero mercato immobiliare ma hanno un reddito che le esclude dalle graduatorie Erp.

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