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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cronaca

Via Barzizza, i comitati scongiurano lo sfratto di una famiglia e ne ottengono il rinvio

Via militarizzata, bimbo di 10 anni perde i sensi e viene portato al pronto soccorso. Le operazioni sono iniziate questa mattina. «Morosità incolpevole» denunciano i comitati che poi ottengono una proroga

Si è riusciti ad arrivare ad un rinvio, l'ennesimo, ma c'è stata qualche tensione questa mattina in via Barzizza, dove avrebbe dovuto essere eseguito uno sfratto. 

Via Barzizza

«Quindici uomini della celere per lo sfratto di una famiglia di 3 persone, con il bimbo di 10 anni che è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso per un malore avuto alla vista della polizia, intervenuta alle 7.40 di mattina, prima che potesse essere accompagnato a scuola». La denuncia arriva dagli attivisti del Catai, che da questa mattina (24 gennaio) all'alba sono in via Barzizza, in zona Madonna Pellegrina per sostenere la famiglia. «Questa la situazione attuale in via Barzizza, per un singolo caso di morosità incolpevole. Per una famiglia che deve essere smembrata e sbattuta fuori casa - aggiungono, denunciando l'episodio - .Come rete antisfratto composta da Unione Inquilini e sportelli sociali di via Bajardi e spazio Catai siamo presenti per difendere il diritto all'abitare. Il Comune e le istituzioni di questa città dove sono? Cosa fanno?». Le parti, quando sono passate da poco le 10 del mattino, sono in fase di trattativa per trovare una soluzione. 

Rinvio

La rete antisfratto composta da Unione Inquilini e sportelli sociali di via Bajardi e di Spazio Catai è riuscita ad ottenere per lo sfratto il rinvio, «rimettendo la decisione nuovamente al giudice, in quanto l'integrità e lo stato di salute del nucleo familiare nelle attuali circostanze non sarebbero state garantite», hanno commentato. «Le forze dell'ordine hanno presenziato senza intervenire direttamente, ne denunciamo con forza l'eccessivo dispiegamento. Una presenza che testimonia quanto l'emergenza abitativa venga sempre più considerata un problema di ordine pubblico anziché sociale», hanno sottolineato. «Ribadiamo che servono più case popolari, più fondi, e soluzioni concrete per garantire il diritto all'abitare a tutte e tutti».

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