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Cronaca Stanga / Via Venezia

Polizia sgombera la "Casa dei diritti don Gallo" occupata da dicembre 2013 in via Tommaseo

Giovedì mattina l'intervento della Questura, dopo mesi di lavoro per evitare tensioni. Alcuni degli occupanti saranno ricollocati in strutture messe a disposizione dalle cooperative

Occupata nel dicembre 2013, in occasione della Giornata internazionale dei migranti, da una cinquantina di rifugiati guidata da Agenzia sociale per la casa, Razzismo Stop e centro sociale Pedro, la palazzina di via Tommaseo a Padova (di proprietà di un'istituto bancario dopo un pignoramento), ribattezzata "Casa dei diritti don Gallo", è stata sgomberata giovedì mattina dalla polizia.

NESSUNA TENSIONE. Secondo fonti della Questura, gli occupanti, risultati tutti regolari sul territorio nazionale, saranno ricollocati in strutture messe a disposizione da cooperative specifiche del settore. Lo sgombero sarebbe il frutto di mesi di lavoro da parte della polizia di Stato, affinché avvenisse senza tensioni. Che si sia trattato di un percorso concertato, ne danno prova gli stessi organizzatori dell'occupazione, che sui social commentano positivamente le operazioni in corso: "Superare Casa don Gallo per la dignità dei suoi abitanti, rifugiati, nuovi cittadini di Padova e della nostra città tutta".

Le immagini dello sgombero

PROFUGHI IN COMUNE. Una quindicina di profughi (provenienti da Senegal, Mali e Guinea) che al momento non avrebbero un posto dove andare, si sono recati davanti al Comune di Padova con le valigie in segno di protesta, accampandosi prima nell'atrio del municipio e poi sotto il portico esterno. Il gruppo di manifestanti ha chiesto una sistemazione e di poter parlare con il commissario straordinario del Comune di Padova, Paolo Biagi: "Non abbiamo da mangiare, non abbiamo una casa, dove andiamo?", ha detto uno; "non rubiamo, non facciamo niente di male e ci dicono solo vai via, non c'è da mangiare, non c'è da dormire, non c'è lavoro", ha dichiarato un altro.

BITONCI. "È una notizia estremamente positiva - spiega il candidato sindaco Massimo Bitonci - eravamo partiti ancora  settembre delle scorso anno, con il comitato della sicurezza pubblica, in cui avevamo deciso di operare questo sgombero. Ci sono voluti un po' di mesi però alla fine la soluzione è arrivata. Una soluzione molto importante per la città".

SCHIEVANO. “Questa mattina - ha spiegato Carlo Schievano, candidato sindaco di Padova del Movimento per la famiglia - ho assistito all’arrivo a palazzo Moroni dei giovani africani sgomberati dall’edificio noto come Casa Don Gallo. Non sembravano né profughi né richiedenti asilo, ma avanzavano richieste e pretese, e questo sembra oggettivamente preoccupante in una città che ha di lungo superato la quota di accoglienza del 3x1000. Tanto ‘accampamenti’ come quello sgomberato da forze dell’ordine e vigili del fuoco, come l’esibizione di forme reiterate di protesta non sono più accettabili, tolgono serenità ai padovani piccoli e grandi che ne sono spettatori, nuocciono a tutti. Se eletto sarà un mio obiettivo adoperarmi affinché tutto questo abbia ad essere solo un brutto ricordo”.

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