Siccità: Etra evidenzia gli interventi necessari per la riduzione delle perdite sul territorio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Un inverno con scarsissime precipitazioni nevose, una primavera poco piovosa e un’estate straordinariamente calda: un mix che ha ridotto le portate delle fonti del territorio precipitandolo nell’emergenza siccità.

LA NECESSITÀ DI UN PIANO. "Una combinazione di fattori che forse non era possibile prevedere nella sua interezza - commenta Andrea Levorato, presidente di Etra - ma le cui conseguenze sarebbero potute essere limitate da una lungimirante programmazione". L’emergenza idrica ha messo in luce tutte le criticità del territorio e ha reso ancora più urgente pensare a un uso oculato delle risorse.

LE PROPOSTE. "Stiamo tenendo la situazione sotto controllo e attuando tutti quegli accorgimenti che ci permettono di evitare problemi di approvvigionamento nel breve periodo - prosegue Levorato -. Ma questi dovrebbero essere accompagnati nel lungo periodo da una previdente politica di gestione dei bacini, attingendo dai fondi europei e coinvolgendo la Regione. Bisognerà realizzare un maggiore numero di bacini di approvvigionamento e aumentare la portata di quelli esistenti. E, ancora, si dovrà pensare a immagazzinare l'acqua anche in pianura".

BANDO AGLI SPRECHI. Per fronteggiare la scarsità d’acqua bisogna pensare a come evitare di sprecarla. "Questo è un fronte su cui Etra è particolarmente attiva. Mi riferisco in particolare alla campagna di recupero perdite, che interessa dal 2009 i tratti della rete idrica più vecchi e soggetti a rotture, in alcune zone pilota, le aree distrettualizzate di Vigonza Sud, Romano d’Ezzelino e Rossano Veneto, grazie alla quale abbiamo recuperato circa 2,1 milioni di metri cubi di acqua ogni anno. Nell’anno in corso abbiamo svolto campagne di ricerca perdite anche in altri Comuni di Etra e stimiamo di incrementare il volume di acqua recuperata".

IL PROGETTO. Una campagna condotta con un sistema all’avanguardia e ad alta tecnologia, che diverse altre realtà italiane e straniere hanno chiesto di adottare e presentata a Cincinnati (USA) nel 2016 nel corso di un convegno promosso dall’International Water Association, una organizzazione non governativa e non-profit che mira a coprire tutti gli aspetti del ciclo integrato dell'acqua. "Per prima cosa viene determinata per l’area in oggetto la richiesta d’acqua notturna e si verificano le discrepanze di volumi tra acqua immessa nella rete e acqua che arriva al contatore - spiega Levorato -. Quindi si procede alla ricerca mirata delle rotture nella rete e negli allacci tramite l’uso di una strumentazione acustica che, per mezzo dell’ascolto del rumore, riesce a individuare esattamente la posizione della perdita. Infine, vengono effettuate le riparazioni con la messa in opera di accorgimenti, come il controllo della pressione, per diminuire la frequenza delle rotture in futuro. L’area poi viene continuamente monitorata per permettere di intervenire con tempestività prima che la perdita diventi un problema".

RICHIESTE E FONDI. Etra gestisce circa 5.500 chilometri di condotte, alcune di queste sono molto vecchie e altre vanno sostituite per l’usura. Ma occorrono ingenti investimenti e, in questo periodo di scarsità di risorse, bisogna che gli interventi siano mirati. "Etra è in grado di mettere in campo le risorse tecniche, le competenze e l’esperienza necessaria per iniziare sin da subito una vasta campagna di sostituzione delle condotte e di interventi mirati per ridurre le perdite - conclude Levorato -. Ma possiamo attivarci solo sulla base di un Piano d’Ambito, lo strumento programmatorio che definisce le priorità di intervento sulla base delle risorse. Il Piano d’Ambito in vigore è stato redatto ben dieci anni fa dall’ATO Brenta, l’organo di indirizzo che era commissariato fino al 2016 ed è stato finalmente sostituito dal Consiglio di Bacino, i cui membri sono stati eletti nei mesi scorsi. Occorre ora che il consiglio provveda a un rapido ed organico aggiornamento del piano che abbia chiari i nuovi obiettivi, definiti anche dalle recenti emergenze. Appena sarà realizzato potremo metterci al lavoro".

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