Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Limena

MOVIDA Non più solo "buttafuori" se in ballo c'è la vita dei più giovani "I miei vanno a scuola di sicurezza"

La CSS S.C. Group di Limena ha realizzato, con la Regione, un corso di formazione di 160 ore per i suoi operatori, per imparare ad osservare le persone in abuso di sostanze psicotrope e a capire come intervenire

Sicurezza, prevenzione, comunicazione. Sono le tre parole chiave di un progetto, unico in Europa, realizzato dalla CSS S.C. Group di Limena con Regione Veneto. L'A.D. Elia Perdon, 44 anni, nato e cresciuto a Padova, da oltre 20 anni si occupa di sicurezza nel pubblico spettacolo (locali, concerti, manifestazioni ecc.). Da 10, è titolare di un'azienda specializzata in questo settore, prima società autorizzata allo svolgimento del "servizio specifico", e da cinque ha in mente e sviluppa un'idea che si avvia finalmente alla sua realizzazione.

TUTELA DEI GIOVANI NEI LOCALI. Cos'è la sicurezza nel pubblico spettacolo? E, soprattutto, in un ambiente delicatissimo come la cosiddetta "movida notturna", frequentata e vissuta prevalentemente da giovani e giovanissimi, quali sono le normative, figure, leggi che li tutelano? "Esistono molteplici norme che regolamentano le attrezzature e le strutture dei locali, leggi per la tutela e salute dei lavoratori impiegati - spiega Elia - ma non esistono leggi specifiche (salvo qualche rimando nel testo Unico sicurezza sul lavoro) per garantire la sicurezza di chi, i locali, li vive, per i clienti, insomma, che sono soprattutto giovanissimi". L'iniziativa di CSS S.C. Group mira proprio in questa direzione: la tutela del fruitore.

PREVENZIONE. Innanzitutto, spiega sempre Perdon, va fatta luce sulla figura che, nell’immaginario comune, incarna l’addetto alla sicurezza per eccellenza, il "buttafuori". Per essere abilitati a svolgere questa delicata professione nei locali, così come nei concerti o in qualunque manifestazione, ci si forma con un corso (abilitativo e non formativo) di 90 ore, con conseguente iscrizione all'albo. "Tuttavia - precisa Perdon - il buttafuori, come lo conosciamo noi, è una figura che agisce prevalentemente nel selezionare la clientela all’ingresso (secondo le direttive del locale) o al verificarsi di un evento facinoroso per sedarlo ( il 'come' è a discrezione dell’operatore o delle direttive della società che eroga il servizio, e i risultati spesso li troviamo sulla cronaca dei giornali). Io ritengo sia già troppo tardi, questa è prevenzione 'postuma', la cura: l’ideale, se possibile, sarebbe saper intervenire prima, individuando il potenziale pericolo per evitare che il problema si verifichi".

160 ORE DI FORMAZIONE. Il titolo dell'iniziativa formativa già spiega tutto: "Addetto alla global security nel pubblico spettacolo". Si tratta di un progetto di formazione superiore ideato da CSS S.C. Group con Regione del Veneto e CCS Formazione, che sta volgendo al termine proprio in questi giorni. Gli operatori (18), nell'ultimo anno, hanno svolto 160 ore di "addestramento" sia teorico che pratico, con 80 ore in aula e 80 di stage nelle varie aziende (locali) partner, seguiti da enti come il Sert (servizio per le tossicodipendenze) e la Sitox (società italiana di tossicologia), con l'appoggio del CCS come ente formativo. Il percorso si è articolato in 9 UFC, unità formative capitalizzabili, e ha spaziato dalla prevenzione (in tutti i suoi aspetti e tecniche applicabili), alla comunicazione con soggetti diversi, dalla gestione di vari eventi che possono verificarsi fino alla cura, dal primo soccorso, con utilizzo del defibrillatore, alla prevenzione incendi, dalla legalità alla gestione delle emergenze e del pericolo.

COMUNICAZIONE. Grossa importanza è stata data allo studio del comportamento del singolo individuo: "Troppo spesso - spiega Perdon - si interviene quando è già tardi solo perché non si è saputo leggere i segnali che venivano inviati". Una UFC di ben 16 ore è stata interamente dedicata agli usi e abusi da sostanze psicotrope (alcol compreso). "Basti vedere quello che è successo quest'estate - ricorda Perdon - non esiste un solo tipo di sostanza, ognuna provoca nell’organismo effetti differenti, e quindi comportamenti e reazioni diverse". Grazie alla collaborazione con i medici di Sitox, del Centro antiveleni di Pavia e del Sert di Padova, si è appreso come valutare, dal comportamento e dall’aspetto, se una persona ha fatto uso di qualcosa e soprattutto di cosa, e imparare a comunicare con lei.

PERSONALE MADRELINGUA. Allo scopo, da sempre, Elia Perdon assume anche lavoratori stranieri: "Quando faccio il piano di sicurezza di un locale che mi viene affidato - spiega - mi informo su ogni dettaglio, anche ambientale, se, ad esempio, in una particolare zona vi è un'etnia dominante, faccio in modo di inviare personale madrelingua, in grado di comunicare con queste persone in caso di pericolo".

PROGETTI "PILOTA". Insomma, non più semplici "buttafuori". Al bando lo stereotipo dell'"omone" tutto muscoli piantato nell'immaginario collettivo. Quello che vuole offrire CSS S.C. Group è un "valore aggiunto", un vero e proprio addetto alla sicurezza. Iniziative "pilota" sono già state messe in campo. Diversi locali in tutto il Veneto hanno collaborato lasciando che i propri spazi si trasformassero in un campo di prova, dove mettere in pratica gli insegnamenti teorici acquisiti in aula: a Padova lo Story, a Vicenza il Totem, per quanto riguarda i locali estivi, a Jesolo (Venezia) il Vanilla e il King's, e a Castelfranco Veneto (Treviso) la Baita al Lago. "Abbiamo scelto locali diversi - spiega l'ideatore del progetto - proprio per essere pronti ad ogni situazione". 

IN FUTURO. E per il futuro? "Mancano poche ore alla conclusione della formazione. Cercheremo di pubblicizzare la nostra iniziativa affinché sempre più operatori vogliano professionalizzarsi in questo settore, perché crediamo nel progetto e vogliamo davvero dare un 'di più' che finora è mancato e che può essere, in alcuni casi, il discrimine tra la vita e la morte. Sarebbe una grande soddisfazione se, un giorno, sia i titolari dei locali che i clienti stessi acquisissero una sensibilità relativa alla sicurezza". Ma guarda ancora più avanti, l'amministratore della CSS di Limena: "Ho in mente un altro progetto, che spero coinvolga anche le associazioni di categoria e almeno Regione Veneto - conclude - si concentrerà sul valorizzare il locale che punta sulla sicurezza dei suoi clienti. Io vorrei sapere a chi affido la mia sicurezza mentre mi diverto in casa altrui".

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