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La consegna del sigillo della città a Flavio Zanonato

La consegna del sigillo della città a Flavio Zanonato

Sigillo a Zanonato: "Gli scontri? Colpa del mio brutto carattere"

Lunedì sera cerimonia alla presenza dei sindaci predecessori, autorità e amici dell'oggi ministro che si dice emozionato e chiarisce: nonostante le dispute "nessuno è mai stato per me un nemico"

"Tra questi banchi ho passato 38 anni della mia vita, dal 1975 a poche settimane fa. Per colpa del mio brutto carattere qui mi sono scontrato parecchie volte con più di qualcuno, ma qui dentro nessuno è mai stato per me un nemico", così l'ex sindaco di Padova Flavio Zanonato ha commentato lunedì sera il suo ritorno a palazzo Moroni per ricevere dalle mani del suo vice Ivo Rossi - passato alla guida della città dopo la nomina a ministro del compagno di partito - il sigillo della città. Nel suo stile asciutto, Zanonato dunque ha espresso l'emozione per il riconoscimento che gli è stato attribuito senza tralasciare di rispondere, seppur implicitamente, alle polemiche suscitate nei giorni scorsi dall'annuncio della cerimonia.

LO SFOGO DI TONIATO (IDV): "Eravamo amici, poi ha insultato in modo ignobile"

DEFEZIONI E PRESENZE. Il centrodestra non si è fatto vedere, una scelta politica netta, come dichiarato apertamente nei giorni precedenti. Personali invece le ragioni dell'assenza del consigliere dell'Italia dei valori Michele Toniato, che con un post sulla sua pagina Facebook aveva espresso il suo risentimento nei confronti di Zanonato. Presenti invece, in una sala gremita, tutti gli assessori e la maggior parte dei consiglieri di maggioranza. In prima fila i quattro sindaci: Guido Montesi, Settimo Gottardo, Paolo Giaretta e Giustina Destro, quindo il prefetto Ennio Mario Sodano, il questore Vincenzo Montemagno, il magistrato Pietro Calogero, gli imprenditori Mario Carraro e Nello Beghin, il presidente della Camera di commercio Fernando Zilio, quello della Comunità ebraica Davide Romanin Jacur, l'amministratore delegato di AcegasAps Cesare Pillon, il rettore della Basilica del Santo, il delegato vescovile don Marco Cagol, e molti altri.

"UN GESTO DI GRATITUDINE". "Non è un premio, ma un gesto di gratitudine nei confronti di una persona a me cara per il lavoro che ha svolto, negli ultimi 38 anni, nella nostra città e per quello che sta svolgendo, in questo momento, al governo del Paese". Con queste parole il sindaco reggente Ivo Rossi, ha spiegato la consegna del sigillo.

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