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Commessa stroncata da alcol e droga, ipotesi violenza sessuale

L'inchiesta sulla morte di Silvia Bergamo nella notte tra il 2 e il 3 giugno 2012 è riaperta. Il giudice ha respinto l'archiviazione del caso e ha riformulato una delle accuse nei confronti dell'ex compagno

Si affaccia l'ombra della violenza sessuale nell'inchiesta sulla morte di Silvia Bergamo, la commessa 30enne che lavorava al negozio Yves Rocher dell'Ipercity trovata morta nella sua casa di Albignasego il 3 giugno 2012. La ragazza era deceduta dopo una notte all'insegna dello sballo, passata assieme al convivente, già accusato di omicidio colposo ed omissione di soccorso. La Procura aveva chiesto di archiviare il caso, ma, come riportano i quotidiani locali, il giudice avrebbe rigettato l'archiviazione e ordinato che uno dei due capi d'imputazione venisse riformulato.

LA MORTE. L'ex fidanzato della giovane commessa, stroncata per un'overdose da cocaina, 33enne magazziniere, era finito nel registro degli indagati, accusato di non avere soccorso la propria donna, pur essendosi reso conto delle sue condizioni. La ragazza infatti si era sentita male già dal sabato sera, e si era accasciata sul divano. Solo al mattino di domenica, il compagno si sarebbe preoccupato di verificare come stesse, ma la giovane era già morta. Erano state le colleghe a suonare il campanello di casa e svegliare il 33enne, preoccupate per il ritardo di Silvia in negozio.

LE ACCUSE. Ora il caso si arricchisce di un nuovo e inquietante interrogativo. La coppia, nella notte in cui si è consumata la tragedia, avrebbe praticato giochi erotici estremi. Resterebbe da capire se il sesso violento possa avere avuto a che fare con il decesso della giovane. L'accusa di omicidio colposo è dunque stata riformulata in quella di violenza sessuale. Permane quella per omissione di soccorso.

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