Cronaca

Incidente agente polizia locale, i sindacati: «Non si può morire per lavorare»

Massimo Boscolo è venuto a mancare dopo due giorni di agonia a causa di un scontro in moto mentre stava scortando un gruppo di atleti di handbike impegnato in una manifestazione per promuovere le due ruote tra i portatori di handicap

Profondo dolore, cordoglio e tanta rabbia per la scomparsa di Massimo Boscolo da parte dei sindacati. L'agente di polizia locale di 34 anni è venuto a mancare dopo due giorni di agonia a causa di un incidente in moto mentre stava scortando un gruppo di atleti di handbike impegnato in una manifestazione per promuovere le due ruote tra i portatori di handicap. «Inquirenti e magistratura faranno le indagini, chiariranno la dinamica e appureranno eventuali responsabilità. E noi, per parte nostra, ci saremo perché ciò non debba più avvenire. Ma oggi è solo il momento del dolore. Ci stringiamo alla famiglia di Massimo» le parole di Cgil e Ugl.

Cgil

«Massimo aveva solo 34 anni – dicono la Segretaria Generale della Fp Cgil Alessandra Stivali e l’Rls della Fp Cgil Padova, proprio presso la Polizia Municipale e dunque collega della vittima, Gerardo Ruotolo – ed era di Chioggia, città dove risiede la sua famiglia. In questi due giorni, sono stati tanti i colleghi della municipale che hanno voluto stringersi intorno al suo capezzale per cercare di trasmettergli quella forza necessaria a superare l'incidente subìto. Purtroppo, non c'è stato nulla da fare ed ora sentono solo un grande vuoto. E noi con loro. Verranno i giorni – proseguono Stivali e Ruotolo – in cui bisognerà ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente che ha portato alla morte di Massimo e noi saremo presenti e partecipi affinché venga fatta piena chiarezza su quanto avvenuto. Pur con tutte le circostanze e particolarità del caso, non possiamo certo dimenticare che quella di Massimo resta l’ennesima morte sul lavoro che avviene nella nostra provincia. E sarà nostro preciso impegno lavorare affinché tragedie simili non si verifichino più. Ma oggi, c'è spazio solo per le lacrime, il lutto e il rimpianto per una vita che non c'è più. Ora , oltre al dolore, quel che sentiamo è il desiderio di esprimere il nostro più sentito cordoglio alla famiglia, ai colleghi e agli amici di Massimo. E stringerci insieme a loro per ricordare una brava persona caduta facendo il suo dovere».

Ugl

«Si muore per lavorare. Non è possibile uscire di casa senza sapere se ai propri cari abbiamo dato l’ultimo saluto. Esprimiamo vicinanza alla famiglia di Massimo Boscolo – dichiara Fabio Beltempo, Segretario UGL Padova  - Nessuna tregua per le morti e infortuni sul lavoro. L’8 ottobre un’altra vittima per un incidente sul lavoro, Ladislau Balogh di Brugine è caduto da circa sei metri da un ponteggio. Alcuni giorni prima l’imbianchino Valeriano Bottero di 52 anni è volato dall’impalcatura di 5 metri mentre tinteggiava in una azienda. Riteniamo che – aggiunge Beltempo - la formazione debba essere un momento di comprensione ulteriore dei pericoli negli ambienti di lavoro». «Sono inderogabili le assunzioni per uomini e mezzi da parte degli enti preposti ai controlli e alle verifiche poiché – dichiara Leonardo De Marzo, Segretario UGL Veneto – la corretta applicazione delle norme di sicurezza e la tutela della incolumità dei lavoratori deve essere una assoluta priorità. Quanto vale la vita di un lavoratore? Non ha prezzo, si provveda con urgenza – conclude De Marzo - al problema del sottodimensionamento».

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Incidente agente polizia locale, i sindacati: «Non si può morire per lavorare»

PadovaOggi è in caricamento