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Il sindacato Adl Cobas denuncia: «Dipendente Alì rispetta la quarantena, licenziato»

Secondo i sindacalisti di Adl la colpa del lavoratore sarebbe stata quella di «aver seguito le indicazioni che gli sono state date nell'ambito delle restrizioni imposte per il contenimento della pandemia». L'azienda al momento non ha ancora fatto sapere qual'è la sua posizione sulla vicenda, il sindacato Adl Cobas ha indetto un'ora di sciopero per ogni turno lavorativo

Il sindacato Adl Cobas ha indetto un'ora di sciopero nella giornata di mercoledì 24 marzo, per ogni turno lavorativo, al quale hanno aderito la maggior parte dei lavoratori dei magazzini di via OIanda, contro la decisione dell'azienda che ha lasciato a casa un lavoratore. Secondo i sindacalisti di Adl la colpa del lavoratore sarebbe stata quella di «aver seguito le indicazioni che gli sono state date nell'ambito delle restrizioni imposte per il contenimento della pandemia». L'azienda al momento non ha ancora fatto sapere qual'è la sua posizione sulla vicenda. 

Quarantena

Raccontano dal sindacato: «Nella giornata di lunedì 21 marzo 2021, mentre stava lavorando, un dipendente di Alì è stato raggiunto dai responsabili che gli hanno consegnato la lettera di licenziamento perché ha rispettato, come previsto dai DPCM, la quarantena fiduciaria al rientro dal Paese di origine. Il lavoratore aveva chiesto un periodo di aspettativa non retribuita per gravi motivi familiari per potersi recare nel Paese di origine per assistere un parente gravemente malato e lo aveva chiesto a partire da novembre 2020 fino  il 1 marzo 2021. L’azienda gli ha concesso tale periodo di aspettativa e di conseguenza si è comprato i biglietti. Non sapendo come comportarsi, una volta rientrato in Italia, dato che i DPCM vengono modificati di settimana in settimana, e dato che aveva fatto il tampone sia alla partenza che al rientro,  ha telefonato subito  in azienda per chiedere cosa dovesse fare e il responsabile del personale gli ha detto di stare a casa e di contattare l’USSL 6, e quindi il lavoratore ha seguito le indicazioni dei superiori. Ha avvisato nuovamente l’Alì e nonostante questo ha ricevuto una lettera di richiamo per assenza ingiustificata, alla quale ha risposto documentando le telefonate fatte in azienda dal 1 marzo e l’iscrizione al portale dell’USSL 6 come dovuto. La cosa assurda è che l’Alì ha fatto rientrare il lavoratore in magazzino dopo la quarantena fiduciaria per poi licenziarlo dopo una settimana che aveva già preso servizio».

Licenziamento

«Ritenendo la cosa veramente assurda e grave, perché licenziare in questo periodo delicato un lavoratore, che non aveva assolutamente intenzione di assentarsi e anzi chiedeva se poteva rientrare in servizio e che ha rispettato semplicemente i protocolli previsti, i colleghi di lavoro hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione da oggi 24 marzo 2021, scioperando la prima ora di tutti i turni  e attuando lo sciopero dello straordinario». 
La richiesta è quella che Alì riveda il provvedimento adottato e che faccia rientrare il lavoratore in servizio, perché licenziare per questi motivi una persona è veramente intollerabile e una scelta scellerata, soprattutto in questo momento di grossa difficoltà che tutto il Paese sta vivendo. Se Alì non dovesse dimostrare sensibilità e comprensione e disponibilità a tornare indietro nella decisione, lo stato di agitazione continuerà nei prossimi giorni, così come si moltiplicheranno le azioni di sciopero».

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