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In foto: il dissuasore sulla panchina di piazza Mazzini; il sindaco e l'assessore Luciani testano la panchina

In foto: il dissuasore sulla panchina di piazza Mazzini; il sindaco e l'assessore Luciani testano la panchina

Panchine anti-degrado in piazza Mazzini, attivisti smontano braccioli:Bitonci li querela

"Tale condotta - viene specificato nella delibera di giunta - oltre ad integrare il reato di danneggiamento, getta discredito sul Comune di Padova, sugli organi istituzionali e su chi li presiede, apparendo lesiva, inoltre, dell'immagine della stessa Amministrazione comunale"

Gli attivisti del "Collettivo Spam" in piazza Mazzini smontano il bracciolo installato sulla panchina "anti-degrado" appena "inaugurata" personalmente dal sindaco Massimo Bitonci e dall'assessore Alain Luciani. Succede il 18 maggio scorso, in uno dei punti nevralgici del bivacco in città.

BITONCI QUERELA IL COLLETTIVO STUDENTESCO. A distanza di poco più di un mese dalla protesta, arriva la risposta del primo cittadino leghista. Martedì, in sede di giunta, è stata autorizzata con una delibera la decisione di sporgere querela nei confronti del movimento studentesco "per il reato di danneggiamento o di ogni altro o diverso reato venisse ravvisato, in relazione alle condotte poste in essere".

LA VICENDA. Nel testo della delibera si legge che i manifestanti "vestiti con tuta bianca e caschetto, nascosti da mascherine e fumo di bombolette spray, smontavano con dei cacciaviti i dissuasori antidegrado fatti installare dall’Amministrazione comunale in data 4 maggio 2016, mentre un altro gruppo di ragazzi e ragazze li incitava brandendo striscioni recanti slogan contro Padova, definendola 'omofoba e razzista'. "Tale condotta - viene specificato - oltre ad integrare il reato di danneggiamento, getta discredito sul Comune di Padova, sugli organi istituzionali e su chi li presiede, apparendo lesiva, inoltre, dell’immagine della stessa Amministrazione comunale".

LA REPLICA DEL COLLETTIVO. "L'obiettivo dichiarato dalla giunta era impedire ai senzatetto di riposare sulle panchine - replicano in una nota dal direttivo - Consideriamo questo come l'ennesimo gesto ridicolo di un sindaco che spende tempo e soldi pubblici per alimentare la guerra tra poveri e il razzismo al posto di cercare di risolvere davvero il problema di chi non ha una casa e della pacifica convivenza tra le diverse anime della città. Davanti a tale atto assurdo abbiamo deciso di scendere in piazza per contrapporre alla politica dell’odio e dalla paura fatta di dissuasori e ronde notturne, un'idea opposta di città vivibile e sicura: una città pensata come luogo d’incontro e solidarietà, non come strumento di emarginazione delle persone svantaggiate".

LE INIZIATIVE. "Tutti i giorni - continuano dal collettivo Spam - cerchiamo di valorizzare le strade, le piazze, i quartieri di Padova creando o intrecciando altri progetti, tenendo aperta un'aula studio pubblica, attivando percorsi di welfare dal basso come sportelli psicologici, corsi di italiano per migranti, una palestra popolare accessibile a tutti, cineforum, eventi culturali e musicali di vario genere, manifestazioni come PortelloWakeUp e Padova Wake up che mirano a restituire alle piazze la loro vera funzione e non solo a considerarle come luogo di passaggio da una lezione al'altra in cui consumare senza dar luogo a interazione e socialità. Queste iniziative negli ultimi due anni hanno mostrato la vera anima di Padova: un intreccio di studenti, lavoratori e bambini, residenti e fuori sede, un miscuglio di provenienze, lingue e culture, con la gioia per cantare in strada e la determinazione per scendere in piazza in difesa delle proprie idee. Siamo accusati di mettere in cattiva luce Padova mentre cerchiamo di salvarla dalle politiche dell'emarginazione sociale e mentre pratichiamo quella partecipazione e attenzione verso la nostra città che ha sempre caratterizzato la società civile patavina, a scapito delle politiche xenofobe e razziste che il sindaco vorrebbe imporre. Abbiamo espresso la nostra opinione ostinata e contraria e, poco ma sicuro, continueremo a farlo nonostante le intimidazioni ricevute".

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