Nuova datazione sindone università di Padova: "Coeva a epoca Cristo"

Giulio Fanti, professore associato di Misure meccaniche alla facoltà di Ingegneria, ha presentato i risultati delle sue ricerche: "Le datazioni al Medioevo fatte al carbonio 14 nel 1988 non sono attendibili"

Giulio Fanti e la Sindone (fonte: web)

"Non è Medievale. La novità è che la Sindone è del primo secolo dopo Cristo. Le datazioni fatte al carbonio 14 nel 1988 non sono attendibili". Lo ha detto Giulio Fanti, professore associato di Misure meccaniche alla facoltà di Ingegneria dell'università di Padova nel corso di una conferenza in cui ha presentato i risultati delle sue ricerche sulla "Sacra Sindone".

NUOVA DATAZIONE. "Questo risultato l'ho pubblicato su riviste scientifiche di livello internazionale - ha spiegato il professore - e visto che i risultati del 1988 non sono più attendibili, l'università di Padova mi ha finanziato con 54mila euro per fare datazioni alternative in collaborazione con altri atenei italiani e, in particolare, con l'università di Londra. Abbiamo eseguito queste datazioni alternative che si basano su una datazione optochimica".

COEVA A CRISTO. Il professore ha quindi spiegato che all'università di Padova è stata fatta "una datazione meccanica che ci ha obbligato a costruire una macchina ex novo per tirare le fibre di lino provenienti dalla Sindone. Alla fine di questi processi e misurazioni - ha sottolineato - abbiamo misurato l'età della Sindone che è risultata mediamente del 33 dopo Cristo con un'incertezza di circa 250 anni. La datazione conferma che il tessuto è coevo all'uomo che pensiamo vi sia stato avvolto".

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RESTA ENIGMA DELL'IMMAGINE. "Così abbiamo risolto tutti i problemi di datazione - ha concluso Fanti - mentre rimane un mistero la formazione dell'immagine che è ancora inspiegabile dal punto di vista scientifico".

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