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Sindrome dell’occhio secco: arrivano le prime raccomandazioni condivise per la malattia

Dopo i cinquant’anni ne soffre tra il 20 e il 30% della popolazione, con un’incidenza quasi doppia negli individui di sesso femminile rispetto a quelli di sesso maschile

Dopo i cinquant’anni ne soffre tra il 20 e il 30% della popolazione, con un’incidenza quasi doppia negli individui di sesso femminile rispetto a quelli di sesso maschile. I dati derivanti da indagini condotte negli Stati Uniti mostrano che oltre 3 milioni di donne ne soffre contro 1,6 milioni di uomini.

LA DIAGNOSI

Si tratta della sindrome dell’occhio secco, una malattia oculare cronica spesso sottovalutata, e a volte misconosciuta, non solo da parte dei pazienti ma anche dei medici di medicina generale, farmacisti ed oftalmologi. Ma che impatto ha e come viene affrontata e gestita in Italia, da parte di pazienti e specialisti? Novartis ha coinvolto alcuni dei più autorevoli oftalmologi ed esperti in un tavolo di lavoro con l’intento di individuare e uniformare le procedure per la diagnosi e il trattamento, offrendo indicazioni pratiche e suggerimenti per un corretto percorso diagnostico e di cura del paziente con occhio secco. Gli esperti hanno steso un percorso ideale da seguire, dal primo approccio al paziente fino all’individuazione della terapia più appropriata. Un attento ascolto dei sintomi riferiti dal paziente è senza dubbio il primo step per un approccio globale alla sindrome dell’occhio secco. Al fine di quantificare l’entità di tali sintomi e valutare in seguito l’efficacia della terapia su di essi, è utile servirsi di appositi questionari di autovalutazione che il paziente può facilmente compilare. Oltre a questo, va effettuata un’accurata anamnesi che indaghi sull'andamento e sulla variabilità dei sintomi, su fattori scatenanti quali condizioni ambientali sfavorevoli, presenza di patologie autoimmuni (dermatologiche o sistemiche), alterazioni ormonali, assunzione di particolari farmaci, interventi chirurgici oculari pregressi, solo per citare alcuni esempi.

LA SINDROME

“La sindrome dell’occhio secco è un disturbo in costante aumento, ma ancora sottovalutato e per il quale non esistevano - fino ad oggi - indicazioni per la gestione - commenta Andrea Leonardi del Dipartimento di Neuroscienze, Unità di Oftalmologia, dell’Università di Padova - Queste raccomandazioni rappresentano quindi un punto di svolta nell’ambito della gestione della sindrome dell’occhio secco. Nella prevenzione e nel trattamento della malattia è importante però anche intervenire sulle proprie abitudini quotidiane come ridurre le ore passate davanti ai dispositivi digitali, trascorrere più tempo all’aria aperta e seguire una dieta ricca di vitamine. Se la persona percepisce bruciore e fastidio oculare è necessario ricorrere a soluzioni come sostituti lacrimali capaci di dare sollievo dai fastidi causati dalla secchezza oculare”. Le raccomandazioni degli esperti, quindi, identificano i punti fondamentali per il riconoscimento della patologia accompagnando l’oftalmologo dal primo approccio al paziente fino alla definizione delle opzioni terapeutiche più opportune. Senza dimenticare, naturalmente, l’attenzione per la fase di follow up, ovvero l’importanza di monitorare costantemente la risposta del paziente e di adattare il trattamento al quadro clinico, sempre in possibile evoluzione. Numerosi sono anche consigli e spunti utili per aiutare il paziente a eliminare i fattori di rischio ambientali e migliorare il proprio stile di vita: l’adozione di un’alimentazione sana ed equilibrata, ricca di omega 3 e antiossidanti contenuti nel pesce, nella frutta e verdure fresche, l’importanza di un’idratazione costante e di una corretta attenzione al microclima dell’ambiente in cui il paziente abitualmente soggiorna, con particolare riferimento ai luoghi di lavoro.

INDAGINE PRELIMINARE

La base del documento è stata l’indagine preliminare condotta da Edra1 - media company leader in Italia nell’informazione di Salute, Scienza e Medicina - per ottenere un quadro della realtà italiana della sindrome dell’occhio secco e del suo legame con le abitudini quotidiane. Uno degli aspetti più interessanti della ricerca - e inedito rispetto alle indagini finora svolte sulla tematica - ha riguardato proprio il coinvolgimento di quattro diversi gruppi di riferimento: oftalmologi, medici di medicina generale, farmacisti e pazienti. Oltre a esaminare aspetti quali epidemiologia, cause, sintomi e trattamenti della patologia, l’indagine ha analizzato, per la prima volta, anche il grado di conoscenza della sindrome dell’occhio secco tra i vari target e le diversità di approccio nella gestione del paziente e nella cura del disturbo, mettendo inoltre in luce l’importanza che i cittadini riservano al benessere dei proprio occhi.

IL TAVOLO DI LAVORO

Hanno partecipato al tavolo di lavoro per lo studio delle prime raccomandazioni nazionali sulla sindrome dell’occhio secco: Massimo Accorinti, Dipartimento di Oftalmologia, Università La Sapienza di Roma; Pasquale Aragona, Dipartimento di Scienze biomediche, Referente Regionale del Centro per le malattie della superficie oculare, Università di Messina; Stefano Barabino, Clinica Oculistica, Di.N.O.G.M.I, Università di Genova; Lucio Buratto, Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO), Milano; Andrea Leonardi, Dipartimento di Neuroscienze, Unità di Oftalmologia, Università di Padova; Francesco Loperfido, responsabile ambulatorio di oftalmologia generale, Ospedale San Raffaele; oftalmologo Commissione Difesa Vista; Rita Mencucci, Clinica Oculistica Università di Firenze, Dipartimento di Chirurgia e Medicina Traslazionale, Università di Firenze; Maurizio Rolando, Centro superficie oculare, IsPre Oftalmica, Genova; Paolo Vintani, Vice Presidente di Federfarma Milano.

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